Assange può essere estradato negli USA: ribaltate le precedenti sentenze, ora il rischio è grosso

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La lunga odissea di Julian Assange sembra non avere fine. Nonostante i precedenti verdetti, il giornalista rischia nuovamente l’estradizione negli USA.

Messaggio contro l'estradizione di Assange
“Don’t extradite Assange”, 13/12/2021 – ComputerMagazine.it

Era il 18 novembre 2010, quando Julian Assange subisce il primo arresto in Svezia. L’accusa era di stupro (archiviata anni dopo), in realtà, con lo scopo di estradarlo negli Stati Uniti. Le prove non erano consistenti e molti trovarono strana la coincidenza con la allora recente pubblicazione di documenti statunitensi segreti.

Da quel momento, WikiLeaks e tutto il suo impianto è finito nell’occhio del mirino ed Assange circondato da tanti nemici. La Svezia, infatti, chiese l’estradizione alle autorità britanniche (ma il fine ultimo era di riportarlo negli Stati Uniti).

Il giornalista australiano, ormai ritenuto perseguitato, si rifugia nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra per circa sette anni. Nel 2019, dopo aver ottenuto la protezione e la cittadinanza ecuadoriana, dopo una serie di controversie, subisce un nuovo arresto.

Nel gennaio di quest’anno l’ex presidente Trump prepara una pena estremamente severa per il fondatore di WikiLeaks, accusandolo di spionaggio e pirateria. Per sua fortuna, la giudice britannica Vanessa Baraister annuncia il verdetto in cui vieta l’estradizione dell’imputato. Ciononostante, gli fu negata la libertà su cauzione.

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Assange ancora a rischio estradizione

Proteste per Assange
Free Assange, 13/12/2021 – ComputerMagazine.it

Date le cattive condizioni di salute dell’ex analista informatico, la decisione della giudice Baraister sembrava aprire un varco di speranza verso una possibile risoluzione del caso. Ma le cose sono cambiate ancora.

Una nuova sentenza ribalta totalmente il verdetto precedente. Esso vietava l’estradizione negli Stati Uniti, soprattutto a causa del rischio di suicidio. I medici riferivano di “un disturbo depressivo ricorrente grave, talvolta accompagnato da caratteristiche psicotiche (allucinazioni) e idee suicide“.

Tale dettaglio non ha frenato i due giudici che hanno accusato Assange di cospirazione e spionaggio. La sentenza scaturisce dalla pubblicazione su WikiLeaks di una serie di documenti secretati legati a operazioni militari in Iraq e Afghanistan.

Gli Stati Uniti provano a rassicurare che terranno conto della salute del prigioniero. Non subirà “misure amministrative speciali”, non entrerà mai in un carcere di massima sicurezza e potrà scontare la sua condanna definitiva in Australia.

Inutile l’appello della fidanzata che definisce la sentenza un “grave errore giudiziario” e assicura di ricorrere in appello. Stella Morris, inoltre, si meraviglia del fatto che il Regno Unito possa consentire l’estradizione di un uomo verso un Paese che “ha complottato per ucciderlo”.

La cosa più incredibile è il messaggio contenuto in un articolo circolato all’inizio di quest’anno, il quale informa che l’amministrazione Trump prevedeva persino di rapire o assassinare Assange nel 2017.

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Al contrario, Joe Biden sembra un sostenitore della libertà di parola e della stampa. Ciò fa pensare alla possibilità che la Casa Bianca possa concedere la grazia a Julian Assange.

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