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Vita aliena da Proxima Centauri, un segnale radio suggerisce la possibile presenza

Vita aliena da Proxima Centauri? Quella che viene notoriamente indicata come la nostra stella vicina di casa, a “soli” 4,2 anni luce dal Sole, potrebbe ospitare forme di vita aliena intelligenti. 

Via pixabay.com

Forse. La risposta al quesito sulla possibile presenza di vita aliena intelligente aumenta la curiosità intorno a questo particolare caso. Parliamo di BLC-1, un segnale radio che il Breakthrough Listen Project avrebbe captato tra aprile e maggio del 2020. Un segnale radio che, come spiega il SETI Institute (Search for Extra-Terrestrial Intelligence) potrebbe rappresentare un qualche segnale di forma di vita intelligente proveniente dallo spazio.

Secondo quanto emerso nelle ultime ore, il segnale radio è proveniente dal sistema di Proxima Centauri, la stella più vicina al Sole che dista 4,2 anni luce da noi. Dunque potrebbe essere un segnale della vita al di fuori del nostro pianeta o, semplicemente – e tristemente – un disturbo legato alla nostra tecnologia.

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Alieni come vicini di casa? Ci vorranno altri studi per confermarlo

Per avere l’assoluta certezza che si tratti o no di vita intelligente saranno necessari altri studi approfonditi. Va da sé che l’idea di poter avere come vicini di casa alieni è una notizia che creerebbe non poco entusiasmo tra ricercatori e non. Quella che separa il Sole da Proxima Centauri resta comunque una distanza considerevole. Per una esplorazione umana sarebbe comunque impossibile o quasi da coprire con le nostre attuali tecnologie. Ma in termini di distanze cosmiche parliamo di un sistema piuttosto vicino al nostro.

A scovare l’interferenza – o il segnale radio proveniente da Proxima Centauri – è stato il CSIRO Parkes Observatory australiano. Grazie alla sua antenna di ben 64 metri è riuscito a captare il segnale e a condividere con il resto del mondo la notizia, nonostante si cerchi di mantenere la calma e non gridare alla scoperta.

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A sostenere la possibile natura aliena, la conferma che il segnale non è generato da un’antenna fissa. Ciò si tradurrebbe nella possibilità che, almeno in parte, venga esclusa l’interferenza umana dietro al segnale. Resta da capire se a creare l’interferenza potrebbe essere stato un satellite in orbita o, come ipotizzato, che provenga da dietro il sistema di Proxima Centauri – ma comunque da quella direzione.

Fabio Alberti

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