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Curiosità

Piccolo sole artificiale creato in Sud Corea, ma non è una bomba atomica…

Piccolo sole artificiale al Kstar (Slashgear.com)

Un piccolo sole artificiale dalla temperatura di cento milioni di gradi centigradi e della durata di 20 secondi. Questo quanto è stato creato in un reattore nucleare sito in Corea del Sud, un evento record ma anche e soprattutto, un importante passo in avanti nel campo della fusione nucleare, fenomeno fisico, ricorda Wired.it, attraverso cui le stelle producono energia. Il piccolo sole artificiale è stato creato presso il Kstar, Korea superconducting tokamak advanced research, e gli scienziati responsabili dell’esperimento sono riusciti a raddoppiare il record precedente di 8 secondi, appartenente agli stessi. Ovviamente il fenomeno ottenuto non è cosa da fare in casa; si tratta infatti di un evento complicatissimo, in quanto bisogna “confinare degli isotopi di idrogeno – scrive ancora Wired.it – all’interno di un grande reattore per creare il cosiddetto plasma”, uno stato della materia dove gli elettroni e gli ioni sono separati fra di loro. Gli ioni vanno poi riscaldati e mantenuti a temperature altissime.

Piccolo sole artificiale al Kstar (Youtube.com)

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PICCOLO SOLE ARTIFICIALE CREATO IN COREA DEL SUD: OBIETTIVO, UNA FUSIONE NUCLEARE DA 5 MINUTI

Un’operazione resa complessa in particolare dal fatto che i magneti che confinano il plasma vanno tenuti sotto stretta osservazione, in quanto bisogna evitare che gli stessi si riscaldino eccessivamente. Per farlo, gli scienziati coreani del Kstar hanno modificato e migliorato la Internal transport barrier, un’architettura decisamente complessa che serve appunto per mantenere il plasma ad alte temperature e il più a lungo possibile. “Le tecnologie necessarie per il mantenimento del plasma alla temperatura di cento milioni di gradi centigradi – le parole di Si-Woo Yoon, direttore del Kstar – sono cruciali per la realizzazione dell’energia di fusione: per questo, essere riusciti a mantenere il plasma a quella temperatura per venti secondi è un importante punto di svolta verso la meta finale”. Obiettivo, mantenere il reattore in funzione per almeno cinque minuti entro il 2025, ma il tempo di 20 secondi raggiunto negli scorsi giorni resta comunque un grandissimo traguardo, in attesa poi del grande passo fra circa cinque anni…

Roberto Mazzucchelli

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