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Scienze

Abbiamo finalmente trovato un pianeta dove c’è ossigeno: questo apre a nuovi scenari

E’ stato scoperto un nuova pianeta nell’universo dove vi è la presenza di ossigeno. Il nuovo mondo si chiama Kelt-9b e la sua scoperta è decisamente rilevante in quanto apre a scenari fino ad oggi impensabili nel campo della scienza e dell’astronomia.

Kelt 9-b, 24/12/2021 Computermagazine.it

Come scrive l’agenzia Ansa, infatti, si tratta della prima volta che viene rilevata con certezza la presenza di un pianeta esterno al sistema solare dove si trova appunto ossigeno. Kelt-9b viene descritto come un pianeta alieno rovente e mai osservato fino ad ora, un gigante che viene inoltre definito inospitale per la vita, in quanto le sue temperature raggiungono e superano i 4.000 gradi centigradi.

Kelt 9-b, 24/12/2021 Computermagazine.it

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Chi pensasse quindi che la scoperta dell’ossigeno potrebbe bastare per poter “trasferirsi” in massa su Kelt-9b, si sbaglia di grosso. In ogni caso, come detto in apertura, la scoperta è rilevante ed è stata svelata sulla rivista Nature Astronomy, realizzata da un team di ricercatori internazionale, guidato da Francesco Borsa dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) a Milano. Kelt 9-b si trova a ben 650 anni luce da noi, nella direzione della costellazione del Cigno, ed è un pianeta considerato gigante, avendo una massa che è grande 2.8 volte quella di Giove, ma con una densità che è due volte più bassa. Come riporta l’agenzia Ansa, i ricercatori, per caratterizzare meglio le proprietà di questo pianeta, ne hanno rilevato le “impronte digitali” dell’ossigeno atomico nello spettro dello stesso. “Il rilevamento – spiega l’agenzia di stampa italiana – è stato ispirato da nuove simulazioni della sua atmosfera, guidate da Luca Fossati dell’Accademia austriaca delle scienze”. I ricercatori hanno sviluppato un modello informatico avanzatissimo, che permette di simulare le atmosfere degli esopianeti caldi, riproducendo le principali proprietà di modo da prevederne struttura, composizione e temperatura con una precisione mai vista prima.

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«Abbiamo rianalizzato precedenti osservazioni del pianeta Kelt-9b ottenute utilizzando il telescopio da 3,6 m dell’osservatorio di Calar Alto in Spagna abbinato allo spettrografo Carmenes», le parole di Borsa, ricercatore dell’Inaf a Milano e primo autore dell’articolo pubblicato su Nature Astronomy. «I nostri risultati hanno confermato la previsione del modello teorico: le tracce dell’ossigeno erano sempre presenti, ma erano state perse da analisi precedenti. Il nostro modello non solo prevedeva la loro presenza, ma concorda anche molto bene con le osservazioni, dandoci la certezza che la fisica su cui si basano le nostre simulazioni riproduce bene la realtà delle atmosfere calde degli esopianeti, a un livello senza precedenti». Fossati, secondo autore dell’articolo, aggiunge: «L’accordo tra il modello e le osservazioni è una pietra miliare nella nostra esplorazione dei pianeti al di fuori del Sistema solare. Questi risultati dimostrano che ora possiamo creare modelli realistici di esopianeti e migliorare significativamente la nostra capacità di comprendere le atmosfere degli esopianeti più caldi. Sebbene osservazioni simili delle atmosfere di pianeti più piccoli e più freddi non siano ancora possibili, un giorno lo saranno. Consideriamo questo lavoro come una prova generale per il lavoro futuro alla ricerca di ossigeno nelle atmosfere di diversi pianeti della Galassia, inclusi mondi più piccoli, possibilmente abitabili, simili alla Terra».

Roberto Mazzucchelli

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