Furetto clonato, 7/2/2022 - Computermagazine.it
Ha compiuto un anno il mitico furetto clonato, il simpatico Elizabeth Ann, animaletto che venne “realizzato in laboratorio” dodici mesi orsono, e che attirò ovviamente la curiosità e l’interesse delle comunità scientifiche mondiali.
La clonazione è stata usata più volte in campo scientifico e non solo, e se l’animale primo di questa categoria è stata la famosa pecora Dolly, un anno fa alla famiglia, ancora poco nutrita, si è unito appunto un simpatico furetto dai piedi neri. Si tratta di una specie a rischio estinzione di conseguenza si è deciso appunto di clonarlo in laboratorio di modo da evitare che vada persa per sempre.
«Senza una quantità adeguata di diversità genetica, una specie diventa spesso più suscettibile a malattie e anomalie genetiche – affermarono tramite una nota i ricercatori dell’organizzazione no profit americana Revive & Restore un anno fa di questi tempi – la genomica ha rivelato il valore genetico che Willa potrebbe portare alla sua specie», aveva aggiunto Ryan Phelan, direttore esecutivo dell’organizzazione di conservazione Revive & Restore, coinvolta nel progetto. «Ma è stato un impegno vedere questa specie sopravvivere fino al successo della nascita di Elizabeth Ann. Vederla stare bene inaugura una nuova era per la sua specie e per le specie dipendenti dalla conservazione ovunque. È una vittoria per la biodiversità e per il salvataggio genetico». Il progetto del furetto clonato ha avuto senza dubbio successo, in quanto pochi giorni fa ha compiuto un anno di vita. L’esemplare che è stato clonato era morto trentacinque anni fa: dalle cellule dello stesso, come ricorda Tecnologia.Libero.it, i ricercatori hanno clonato quindi un nuovo furetto chiamato poi Elizabeth Ann. L’obiettivo dei ricercatori, ovviamente non è solo quello di clonare lo stesso furetto, ma in particolare che lo stesso animale si riproducesse, di modo da ridare “vita” alla specie, senza ricorrere ad un’ulteriore clonazione.
La ricerca è stata pubblicata sulla rivista scientifica Science e l’accoppiamento dovrebbe avvenire con quei pochi furetti selvatici ancora in circolazione, così da rinforzarne il patrimonio genetico. Visto che il furetto dai piedi neri è in via di estinzione, i ricercatori hanno dovuto chiedere tutte le autorizzazioni necessarie per procedere all’accoppiamento, ma i nuovi cuccioli dovrebbero permettere di consolidare in maniera importante questa specie. La speranza, ovviamente, è che la missione possa andare a buon fine e nel contempo, che tale tecnica possa fare da apripista a molte altre specie in via di estinzione e che potrebbero così sopravvivere nonostante al momento siano di soli pochi esemplari.
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