La UE contro la Cina per aver “copiato” brevetti tech essential e 5G senza nessun accordo

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Nuovo scontro fra l’Unione Europea e la Cina, questa volta, per alcuni brevetti riguardanti il mondo della tecnologia. E’ notizia di questi giorni la “segnalazione” della Cina da parte della Commissione Europea presso la Wto, Organizzazione mondiale del commercio, per aver impedito alle aziende di proteggere i propri brevetti essenziali, cominciando da quelli riguardanti le rete mobile 3G, 4G e 5G.

Ue vs Cina, 21/2/2022 - Computermagazine.it
Ue vs Cina, 21/2/2022 – Computermagazine.it

“La Cina – fa sapere la Commissione Ue tramite apposta nota – impedisce alle aziende europee che hanno i brevetti su alcune tecnologie chiave di difendere questi diritti quando vengono utilizzati illegalmente o senza una compensazione adeguata”, come ad esempio dai costruttori cinesi di smartphone. “Chi detiene i brevetti e si rivolge a tribunali fuori dalla Cina – prosegue ancora la Commissione Ue – spesso si trova a subire sanzioni particolarmente alte da Pechino, che mettono le compagnie europee nella necessità di trovare accordi per mettere a disposizione le proprie tecnologie a prezzi molto più bassi rispetto a quelli di mercato”.

Ue vs Cina, 21/2/2022 - Computermagazine.it
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LA UE CONTRO LA CINA PER I BREVETTI: ECCO CHE COSA E’ ACCADUTO

Secondo l’Unione Europea si tratta di una politica estremamente dannosa per quanto riguarda l’innovazione e la crescita sul territorio del Vecchio Continente, privando inoltre le aziende tecnologiche europee della possibilità di far valere i propri diritti. Il vicepresidente e commissario al Commercio Valdis Dombrovskis, ha aggiunto: “Dobbiamo proteggere l’industria tecnologica europea, un motore di innovazione che assicura il nostro ruolo da leader nello sviluppo di nuove tecnologie. Le aziende europee hanno il diritto di cercare giustizia quando le loro tecnologie vengono utilizzate in maniera illegale. Questo è il motivo per cui oggi ci siamo rivolti all’Organizzazione Mondiale del Commercio”. Stando alle norme del commercio internazionale, coloro che sono titolari dei brevetti devono concedere gli stessi in licenza ai produttori a delle condizioni che siano eque, non discriminatorie e ragionevoli. Se il produttore non dovesse rispettare queste condizioni e producesse senza licenza, il titolare dei diritti potrebbe chiedere di venire compensato.

Peccato però che dall’agosto del 2010, il governo cinese abbia deciso che i tribunali locali possono vietare ai titolari di brevetti di rivolgersi a un tribunale non cinese attraverso una ingiunzione “anti-querela”, con delle multe che possono arrivare fino a 130mila euro al giorno per chi non rispetta questi regolamenti. “Si tratta di una forma di pressione – prosegue ancora la nota della Commissione Ue – che impedisce alle aziende europee con brevetti high-tech di proteggere legittimamente le loro tecnologie e finisce per danneggiare l’innovazione e la crescita in Europa”. Il comunicato aggiunge: “Prima di sporgere questa denuncia l’Unione europea aveva già sollevato la questione in diverse occasioni, con l’obiettivo di arrivare a una soluzione, ma senza risultati. Da qui la decisione di rivolgersi al Wto denunciando la violazione dell’accordo sugli aspetti legati al commercio dei diritti di proprietà intellettuale, il cosiddetto Trips”.

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