Un lampo radio vicino alla Terra appena scoperto: quali conseguenza potrebbe portarci?

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E’ stato scoperto di recente un lampo radio nei pressi della Terra. Come scrive il sito dell’agenzia Ansa, si tratta del lampo radio veloce più prossimo al nostro pianeta mai scoperto, addirittura ben 40 volte più vicino rispetto a qualsiasi altro osservato fino ad oggi.

Lampo radio, 26/2/2022 - Computermagazine.it
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Il lampo è stato denominato FRB 20200120E, ed è stato localizzato di preciso a “soli” 12 milioni di anni luce dalla Terra, dopo che è esploso in una regione inattesa, “un ammasso globulare ricco di stelle antiche – scrive a riguardo l’agenzia di stampa italiana – e non giovani e massicce come ci si aspettava”.

Lampo radio, 26/2/2022 - Computermagazine.it
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NUOVO LAMPO RADIO VICINO ALLA TERRA: E’ IL PIU’ VICINO MAI SCOPERTO

Secondo quanto si mormora nella comunità scientifica, tale scoperta potrebbe avere un impatto molto importante in quanto potrebbe cambiare il modo di cercare e soprattutto studiare questi fenomeni, quello dei lampi radio, scoperto solamente pochi anni fa. Il caso è stato pubblicato su un articolo della rivista Nature e in seguito anche su Nature Astronomy, e a portarlo alla luce è stato un gruppo internazionale di esperti, a cui hanno partecipato anche alcuni ricercatori dell’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf). Il lampo radio in questione si ripete nel tempo, ed ha la propria sorgente nella Galassia di Bode (M81 o NGC 3031), in direzione della costellazione dell’Orsa Maggiore. Per cercare di studiare meglio il lampo radio alle più alte risoluzione e sensibilità possibili, gli scienziati hanno utilizzato le misurazioni di ben 12 telescopi differenti facenti parte della rete europea VLBI (EVN), per poi integrarle con i dati di altri telescopi.

Sono state inoltre coinvolte diverse antenne fra cui i radiotelescopi dell’Inaf: i radiotelescopi di Medicina (Bologna) e Noto (Siracusa) in modalità VLBI, e il Sardinia Radio Telescope (Cagliari) come single dish e VLBI. Secondo la conclusione degli addetti ai lavori, il lampo radio veloce FRB 20200120E dovrebbe provenire da una stella di neutroni altamente magnetizzata, formatasi a seguito di un collasso indotto dall’accrescimento di una nana bianca o dalla fusione di stelle compatte in un sistema binario. Kenzie Nimmo, ricercatrice presso Astron e Università di Amsterdam nonché prima autrice dell’articolo su Nature Astronomy, ha commentato la scoperta dicendo: “Questo ci dice che provengono da un minuscolo volume nello spazio più piccolo di un campo da calcio, forse solo decine di metri di diametro”. E ancora: “Alcuni dei segnali che abbiamo misurato sono brevi ed estremamente potenti. Ciò suggerisce che stiamo davvero vedendo una magnetar, ma in un posto dove non sono state trovate prima”.

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