NASA, scoperta record: trovati ben 5.000 pianeti alieni in una caccia lunga 30 anni

La Nasa ha raggiunto un traguardo storico, ovvero, la scoperta di ben 5.000 diversi pianeti esterni al nostro Sistema Solare. In 30 anni l’agenzia spaziale degli Stati Uniti, la più famosa al mondo, ha portato alla luce tutta una serie di mondi confermati da pubblicazioni scientifiche e da diverse osservazioni.

Nasa, 23/3/2022 - Computermagazine.it
Nasa, 23/3/2022 – Computermagazine.it

Un viaggio nello spazio che è scattato appunto trent’anni fa, era il 1992, con i primi tre pianti scoperti attorno ad una stella di neutroni che ruota molto velocemente su sé stessa emettendo lampi di radiazione elettromagnetica, una cosiddetta pulsar.

NASA, SCOPERTA RECORD: 5.000 PIANETI IN 30 ANNI. I COMMENTI

Gli ultimi 65 pianeti, che hanno permesso di raggiungere questa storica pietra miliare, sono invece stai scovati il 21 marzo del 2022, esattamente 48 ore fa. 5.000 pianeti scoperti che fanno una media di circa 166 ogni anno, poco più di dieci al mese, e fra questi vi sono piccoli pianeti rocciosi come la nostra Terra, ma anche giganti gassosi dalle dimensioni ben maggiori di Giove, oppure super-Terre, mini-Nettuno e ‘Giove caldi’, che orbitano vicinissimi alla loro stella. Non mancano poi, come ricorda l’agenzia Ansa, pianeti che viaggiano attorno a due stelle, o che invece rimangono vicini ai resti di un sole che è ormai morto. Alexander Wolszczan, il primo autore nello studio pubblicato sui pianeti e colui che annunciò la scoperta dei primi esopianeti 30 anni fa, ha commentato: “Secondo me, è inevitabile che troveremo prima o poi vita da qualche parte, più probabilmente di tipo primitivo. È solo questione di tempo”. Jessie Christiansen, responsabile scientifico dell’archivio degli esopianeti della Nasa e ricercatore presso l’Exoplanet Science Institute della Nasa al Caltech di Pasaden, ha invece aggiunto: “Non è solo un numero, ognuno dei 5.000 esopianeti scoperti è un nuovo mondo, un pianeta nuovo di zecca. Mi emoziono per tutti perché non sappiamo nulla di loro”.

L’ente spaziale ricorda il primo pianeta scoperto: “Era un tipo di stella di neutroni nota come pulsar, un cadavere stellare in rapida rotazione che pulsa con lampi di radiazioni brucianti di millisecondi. La misurazione di lievi cambiamenti nella tempistica degli impulsi ha permesso agli scienziati di rivelare pianeti in orbita attorno alla pulsar”. Alexander Wolszczan poi aggiunge: “Trovare solo tre pianeti attorno a questa stella rotante ha sostanzialmente aperto le porte. Se riesci a trovare pianeti attorno a una stella di neutroni, i pianeti devono essere praticamente ovunque, il processo di produzione del pianeta deve essere molto robusto”. Quindi Wolszczan ha concluso: “Secondo me è inevitabile che troveremo un qualche tipo di vita da qualche parte” nell’universo e “molto probabilmente un tipo di vita primitiv. La stretta connessione tra la chimica della vita sulla Terra e la chimica che si trova in tutto l’universo, così come il rilevamento di molecole organiche diffuse, suggerisce che la scoperta della vita” fuori dal nostro pianeta “è solo una questione di tempo”.

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