Google Maps - Adobe Stock
L’app di Google, Maps, è una delle applicazioni che ricevono ogni giorno aggiornamenti da parte degli utenti che inviano i loro contributi su luoghi ed esercizi commerciali.
Ogni giorno questi contributi arrivano a circa 20 milioni ma ovviamente non tutti questi aggiornamenti sono veritieri, anzi chi si occupa del servizio fa sapere di bloccato oltre 100 milioni di modifiche errate, tra cui foto, descrizioni e orari di apertura delle attività commerciali.
Grazie all’uso degli algoritmi e dell’Intelligenza Artificiale, Google è riuscita a identificare 7 milioni di falsi profili aziendali, 630.000 dei quali segnalati dagli utenti. Oltre 12 milioni i tentativi di creare account aziendali fasulli.
“Tramite i miglioramenti delle tecnologie di machine learning, abbiamo disattivato più di 1 milione di account di utenti a causa di attività che violano le policy, come il vandalismo online o la frode“. Queste le parole di Pavithra Kanakarajan, Group Product Manager, User Generated Content di Google. Secondo i dati dell’azienda, dopo le varie riaperture post lockdown per la pandemia da Coronavirus, le persone si sono affidate di più a Google Maps per controllare gli orari di apertura di negozi, parchi e altri luoghi di interesse pubblico, ed anche per accedere alle informazioni sui protocolli di sicurezza sanitaria attivati.
Questo ha portato “ad una marea di recensioni false e contenuti violenti” spesso senza un motivo specifico. “Il cosiddetto “review bombing”, ad esempio, è diventato un modo popolare per le persone di tentare di danneggiare le imprese locali, un fenomeno estremizzato laddove il dibattito pubblico sulle misure di sicurezza è stato più animato“. In risposta a ciò, Google ha bloccato o rimosso più di 95 milioni di recensioni, 60.000 delle quali per motivi legati al Covid.
Il review bombing è un fenomeno di Internet in cui un grande gruppo di persone, o anche una singola persona con molteplici account, lasciano recensioni negative online per un’opera pubblicata (i casi più comuni riguardano i videogiochi o i film) nel tentativo di boicottare le vendite o la popolarità dell’opera, in particolare per attirare l’attenzione verso un problema con il prodotto o chi lo vende. Mentre un review bombing potrebbe essere una conseguenza dell’effettiva cattiva qualità del prodotto, potrebbe anche essere dovuto a questioni culturali o politiche associate al prodotto, a chi lo vende o ad opere correlate. L’obiettivo è attirare l’attenzione mainstream verso quella questione, in particolare se il venditore non ha un canale di comunicazione aperto o se non sembra rispondere al feedback diretto,ma potrebbe anche essere un mezzo di coercizione di massa o semplicemente trolling. Spesso tuttavia il termine viene abusato per delegittimizzare le critiche al prodotto in questione, caratterizzandole come non genuine e quindi minimizzare la responsabilità degli autori nel flop dell’opera in questione.
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