Questo algoritmo capisce se risultate simpatici o no esaminandovi semplicemente il volto

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Ti piacerebbe sapere se la tua faccia risulta o meno simpatica al prossimo? Naturalmente, trovandoci di fronte a tante persone, susciteremmo reazioni diverse a seconda di chi ci troviamo davanti.

Rete neurale 20220530 cmag
Rete neurale – Adobe Stock

Ma una équipe di ricercatori dello Stevens Institute of Technology ha sviluppato un algoritmo di intelligenza artificiale che potrebbe essere “istruito” a decretare, solo da una foto, se una persona risulta simpatica o antipatica.

In pratica i ricercatori hanno preso le capacità umane di giudicare il prossimo, e anche il pregiudizio proprio dell’essere umano, cercando di replicarlo in un computer.

La rete neurale potrà reagire ai volti

Volto sorridente 20220530 cmag
Volto sorridente – Adobe Stock

Di fatto, lo studio in questione altro non è che un “condizionamento” della rete neurale dell’algoritmo di intelligenza artificiale di questo software al quale sono state mostrate un migliaio di foto insegnandogli a riconoscere una situazione e a reagire nel modo giusto.

Non è sicuramente facile, dal momento che questo tipo di reazioni, del tutto umane, sono sicuramente molto poco precise ma sicuramente più profonde (da parte di una persona verso un’altra) mentre una rete neurale si deve basare su una serie di esempi che devono tenere conto di tante piccole sfaccettature.

A questo scopo è stato fatto vedere a migliaia di persone un migliaio di foto di volti generati dal computer, chiedendo di dare la loro prima impressione. Queste risposte sono state la base con cui è stato costruito il database inserito nella rete neurale in questione, per poterla addestrare a formulare giudizi istantanei proprio come un essere umano.

Naturalmente, un lavoro del genere ha anche il rovescio della medaglia. Infatti ci potrebbe essere un pericolo di manipolazione della rete neurale, mostrandosi con una foto ritoccata o comunque nel nostro miglior profilo, allo scopo di suscitare una reazione positiva di fronte al nostro viso.

Oppure ad esempio persone pubbliche e/o politici potrebbero usare anch’essi a loro vantaggio questo tipo di riconoscimento neurale per accaparrarsi il favore del pubblico, ma magari in realtà nascondere personalità totalmente diverse.

In questo senso, sicuramente l’interazione umana è molto più efficace e le sensazioni suscitate in un essere dotato di emozioni possono essere forse meno schematiche e più “primitive”, ma sicuramente molto più basate su ciò che si dovrebbe provare al primo incontro con una persona.

Staremo a vedere dove si andrà a parare con questa nuova tecnologia e se veramente potrà essere utile.

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