Call of Duty, ancora problemi con i cheater, ma ora c’è la soluzione definitiva

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Potenziano qualsiasi gioco senza spendere soldi, per vincere barano, e gli piace così. Sono più pericolosi si qualsiasi avversario da gaming, odiati da molti perché sono in tanti. I cheater continuano a funestare molti game, in primis Call of Duty.

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Call of duty – Adobe Stock

Per questo è nato Ricochet, un gruppo interfunzionale composto da ingegneri della sicurezza, dei giochi e dei server, ricercatori, data scientist e altro, ognuno dei quali lavora in collaborazione insieme ai team di gioco.

Il team ha creato un anti-cheat lo scorso anno, che a quanto pare ha funzionato, visto il calo significativo del chater, ma non abbastanza. COD, una serie di videogiochi sparatutto in prima persona, i cui videogiochi della saga vengono pubblicati a cadenza annuale da Activision e sviluppati da diverse software house, tra cui Infinity Ward, Treyarch, Sledgehammer Games, Raven Software e Tencent, ha ancora problemi con i truffatori.

Ban sì, sempre. Ma l’educazione è un passaggio fondamentale per mitigare i cheater

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Call of Duty – Adobe Stock

Ricochet prova a giocarsi la soluzione definitiva. “Questa settimana, vogliamo concentrarci su alcune grandi domande e commenti che abbiamo visto dalla community per dettagli su cosa facciamo, come lo facciamo e cosa verrà dopo”. Così la nota ufficiale: “Le soluzioni anti-cheat funzionano come un software antivirus – spiegano – sebbene il nostro team sia stato in grado di stabilire sistemi in grado di rilevare e rispondere rapidamente a comportamenti scorretti, sappiamo che domani continueranno a fornire minacce nuove e in evoluzione”.

I cheater continueranno ad esserci, con nuove frontieri di furti da gaming, per questo Ricochet sta migliorando la velocità con cui può riconoscere quando i giocatori-fake che imbrogliano in qualsiasi gaming. “Quando viene rilevato un cattivo attore – continuano quelli di Ricochet – lo colpiamo con qualcosa dalla nostra cassetta degli attrezzi di mitigazione e analizziamo il loro baro è uno dei tanti modi in cui possiamo comprendere nuovi comportamenti scorretti e lavorare per proteggere i nostri giochi”.

La nuova feature, definita semplicemente Disarmo è stata illustrata da Activision con un blogpost sul sito ufficiale del Team Ricochet. Una volta scoperto un cheater, gli si tolgono le armi “infette”, cercando di capire come è stato manomesso il software originale. Non per questo verrà messo da parte il ban, ma un cheater “senza armi” potrebbe redimersi, decidendo di tornare sulla retta via, quindi una fonte di guadagno per qualsiasi azienda di videogiochi mobile.

Si sta lavorando, dunque, sulla strada dell’educazione, ritenuta un passaggio necessario per la sicurezza anti-cheat. “Faremo di più per ostacolare gli imbroglioni – chiosano da Ricochet – colpirli con le mitigazione trasformerà quel sentimento euforici di essere i migliori falsi”.

FONTE: callofduty.com

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