Questo strumento rivoluzionerà Internet? - Computermagazine.it
Dubbiosi di sapere se un testo che leggiamo sia stato scritto da un algoritmo intelligente? Scoprite lo strumento ideale che ci permetterà di saperlo: niente più sorprese d’ora in avanti.
Le nuove IA rilasciate di recente hanno iniziato a far dubitare tanti utenti, gli stessi che si sono effettivamente chiesti se potessero portare a delle conseguenze non proprio gradevoli. Molti credono che alcuni testi possano essere corrotti o cambiati mediante l’intervento degli algoritmi intelligenti, il che non può che essere anche un grande problema per molte piattaforme attualmente esistenti.
In particolar modo gli istituti scolastici hanno deciso di bandire ChatGPT a causa del fatto che sia ritenuto essere uno strumento fin troppo sofisticato, e che potrebbe compromettere l’istruzione degli studenti con molta probabilità. È accaduto poiché un maggior numero di studenti, docenti e ricercatori hanno cominciato a fare uso delle intelligenze artificiali per compilare documenti senza metterci mano propria.
Nella speranza che questa situazione possa trovare un epilogo degno di nota, OpenAI ha annunciato un tool particolare che dovrebbe aiutare le persone a comprendere se un determinato testo sia stato scritto o meno con l’ausilio di un’intelligenza artificiale, seppur i primi esiti rilasciati non siano stati affatto positivi. Quali sono i risultati attualmente registrati e pubblici della compagnia? Scopriamolo subito.
Allo stato attuale l’azienda è a conoscenza della scarsa precisione del suo modello, il quale tende ad identificare con una certa precisione solo il 26% dei testi scritti da una intelligenza artificiale, mentre il 9% di quelli realizzati dagli umani vengono considerati come compilati dall’IA. La precisione dello strumento, però, tende a calare nel momento in cui il testo è al di sotto dei 1.000 caratteri. Come abbiamo visto ha dei limiti, sui quali dovranno lavorarci per molto tempo prima di risolverli.
Tuttavia, tende a migliorare sui testi più lunghi così come non è in grado di stabilire la fonte originale in caso si trovasse davanti ad un testo del tutto prevedibile, come ad esempio un elenco di numeri primi o una serie di parole molto simili tra loro a livello di sintassi. Per questo motivo OpenAI suggerisce di non utilizzarlo come unico strumento per poter stabilire se il testo analizzato sia stato scritto da una persona o da un algoritmo: ancora siamo molto lontani dall’avere una IA molto capace da questo punto di vista.
L'industria automobilistica europea affronta una transizione elettrica accidentata, con Volkswagen che valuta tagli significativi alla…
Scopri l'esperienza di gioco rivoluzionaria con lo SCUF Omega per PS5, un controller premium che…
La storia di Andrea Kimi Antonelli, talento italiano della F1, è un racconto di tempismo…
Scopri come trasformare il tuo vecchio smartphone in un nuovo Samsung Galaxy S26 con l'offerta…
Rivivi la magia del classico Half-Life su un Nokia N95 del 2007. Grazie a un…
Starlink, con i suoi 12 milioni di utenti attivi, sta rivoluzionando la connessione satellitare, portando…