TikTok, accordo con Sony Music: cresce il catalogo dei brani utilizzabili

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Un nuovo accordo fra TikTok e Sony Music Entertaniment (SME) farà senza dubbio felici i miliardi di tiktoker sparsi per il mondo: da qualche ora a questa parte, infatti, si è esteso notevolmente il parco canzoni utilizzabili senza violare i diritti d’autore, appunto nei video pubblicati sulla popolarissima applicazione cinese. L’intesa, come scrivono i colleghi de La Stampa, permetterà agli utenti di TikTok di avere accesso all’intero catalogo dell’etichetta giapponese, quindi la discografia di Beyoncé e John Legend, giusto per citare i due primi esempi che ci vengono in mente. I brani potranno essere utilizzati per un massimo di 15 secondi, per fare da sottofondo ai video pubblicati dalla piattaforma, e così facendo l’app tanto i voga fra i più giovani permetterà di dare nuova visibilità alle star di cui sopra, sempre che queste ne abbiamo bisogno. E’ comunque risaputo che l’applicazione ha reso popolari numerose canzoni come ad esempio “Dance Monkey” di Tones an I, “Death Bed” di Powfu e “Jerusalema” di Master KG, proprio perchè i vari utenti le hanno utilizzate in massa nei loro brevi sketch.

“I video brevi sono diventati una parte nuova ed eccitante dell’ecosistema musicale – il commento di Dennis Kooker, presidente del Global Digital Business di Sony Music, parlando del nuovo accordo con TikTok – che contribuisce alla crescita complessiva della musica e al modo in cui i fan la vivono”. Ole Obermann, Global Head of Music di TikTok, ha invece spiegato che grazie a questa nuova importante collaborazione, la piattaforma potrà permettere agli artisti di Sony Music di incontrare un pubblico ancora più numeroso (in Europa ci sono 100 milioni di persone che utilizzano l’app ogni mese), e nel contempo, ai vari tiktoker di creare contenuti sempre più originali. L’app cinese è stata al centro di numerose diatribe nel corso degli ultimi mesi, e alcuni creatori hanno fatto partire una nuova causa che ha permesso di scongiurare un nuovo ban negli Stati Uniti. Come sentenziato da un giudice della Pennsylvania, il blocco dell’app comporterebbe un grave danno economico a coloro che la utilizzano per lavorare.

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