Fuga d’aria nella stazione ISS: russi pronti a inviare carico di ossigeno

La Iss (Corriere.it)

Potrebbe essere necessario spedire dell’ossigeno addizionale sulla ISS, la Stazione Spaziale Internazionale. Lo ha spiegato nelle scorse ore Dmitry Rogozin, il direttore generale di Roscosmos, commentando le notizie in merito ad una fuga d’aria a bordo della ISS che si è fatta sempre più insistente soprattutto dall’agosto di quest’anno. “Innanzitutto, la stazione stessa ha riserve di ossigeno – ha cercato di rassicurare tutto lo stesso Dimitry Rogozin, parlando con i giornalisti – ma se sarà necessario reintegrare ossigeno e azoto in caso di perdite di pressione atmosferica, abbiamo tali riserve. Invieremo una nave da carico sulla ISS, il nostro Progress. da Baikonur, a febbraio. Ha già una scorta di ossigeno”. Rogozin ha spiegato che eventualmente l’ossigeno potrebbe essere spedito anche con veicoli cargo americani: “Se necessario, possiamo usare il nostro rapporto con la NASA e inviare parte del carico, compreso l’ossigeno, con una nave mercantile americana”. Quindi il numero uno di Roscomos ha ribadito: “Non c’è motivo di preoccuparsi, va tutto bene, è tutto sotto controllo”, anche se la situazione resta un “campanello d’allarme” ed è necessario “pensare a nuove strutture”.

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FUGA D’ARIA NELLA STAZIONE ISS: ECCO COME E’ STATA SCOPERTA

“Stiamo lavorando con l’equipaggio – ha proseguito e concluso – sono a capo della commissione per lo svolgimento di test di volo di sistemi e complessi con equipaggio. Risolveremo questi problemi”. La perdita d’aria è un fatto normale sulla Stazione Spaziale Internazionale, ma la fuga verificatasi a bordo della Iss è continuamente aumentata, di conseguenza si sta cercando di capire come intervenire. Curioso come sia stata individuata dal cosmonauta Anatoly Ivanishin, che ha rilasciato nell’aria alcune foglie presenti in una bustina di tè nella camera di trasferimento del modulo di servizio Zvezda; a quel punto la camera è stata sigillata e le foglie sono state osservate con le videocamere. Si è così scoperto che le foglioline si dirigevano verso un graffio nel muro, una piccola fessura attraverso cui stava appunto uscendo l’aria della ISS.

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