Regali di Natale non consegnati o difettosi? C’è il chargeback: ecco come funziona

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Chargeback e i regali di Natale (Corriere.it)

I vostri regali di Natale non sono stati consegnati? Niente paura perchè, se avete pagato con carta di credito, potrete farvi rimborsare quanto speso tramite il chargeback, uno strumento che permette appunto di ottenere un rimborso tramite banca o circuito della carta di credito. A spiegare nel dettaglio come funziona è Maria Pisanò, direttore del Centro Europeo Consumatori Italia, centro specializzato nell’assistenza ai consumatori in merito alle controversie transfrontaliere: “A volte i consumatori – spiega – non valutano attentamente l’affidabilità del sito web da cui si accingono ad acquistare e incappano in venditori tutt’altro che onesti. Altre volte alcuni venditori, sebbene corretti, nel periodo prenatalizio non riescono a gestire il consistente numero di ordini ricevuti e ad evadere le consegne, omettendo o ritardando il rimborso del prezzo pagato dal consumatore. Se il pagamento è stato effettuato con carta di credito o attraverso circuiti elettronici di pagamento, vi è la possibilità di recuperare quanto pagato”.

Chargeback e i regali di Natale (Corriere.it)

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REGALI DI NATALE NON CONSEGNATI E CHARGEBACK: TUTTI I DETTAGLI

Come fare per ottenere il chargeback nel caso in cui i vostri regali di Natale non siano stati consegnati? Ci si può rivolgere alla banca ma è consigliabile fare richiesta direttamente al circuito a cui appartiene la carta di credito: “Il chargeback – ha proseguito Monika Nardo, coordinatrice dell’ufficio transfrontaliero di Bolzano del Centro Europeo Consumatori Italia – può rappresentare una soluzione efficace anche nei casi in cui il consumatore riceva un bene difettoso e il venditore declini, illegittimamente, qualsiasi responsabilità. È opportuno che il consumatore disponga di tutta la documentazione necessaria a fondare la richiesta di chargeback e cioè copia dell’ordine effettuato, ricevuta del pagamento e copia della corrispondenza intercorsa con il venditore. È inoltre consigliabile – aggiunge – documentare con foto e video il momento in cui si riceve e scarta il pacco poiché, in caso di prodotto danneggiato, sarà più facile dimostrare che l’articolo è stato ricevuto in quelle condizioni”. In caso di pagamento con altri strumenti, come ad esempio Paypal, è possibile avvalersi delle opzioni previste dal sistema stesso, mentre, se avete effettuato un bonifico, c’è il serio rischio che i vostri soldi siano ormai perduti: “Una volta che il bonifico bancario ha avuto esecuzione – ha aggiunto Monika Nardo – se il venditore non è disposto a restituire la somma, ottenere il rimborso diventa molto più complicato; ecco perché, spesso, i venditori truffaldini richiedono il pagamento tramite bonifico bancario. L’assenza di modalità di pagamento alternative o, talvolta, pur in presenza di queste, l’insistenza del venditore ad effettuare il pagamento tramite bonifico, adducendo anche temporanei supposti malfunzionamenti del pagamento via carta di credito, dovrebbe allertarci sull’affidabilità e onestà del venditore da cui stiamo effettuando il nostro acquisto”.

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