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QAnon sparisce da Amazon: il portale di Bezos dichiara guerra ai pro-Trump

QAnon via da Amazon (Bbc)

I prodotti di QAnon sono stati rimossi da Amazon. Il sito e-commerce di Jeff Bezos ha infatti dichiarato guerra ai cospirazionisti fedeli all’ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e dopo aver eliminato il servizio hosting dal suo cloud a Parler, social network di destra, ha deciso di rimuovere dai propri scaffali virtuali tutto ciò che riguarda appunto la teoria QAnon. Un portavoce della società di e-commerce ha spiegato al New York Times che il processo per eliminare tutti i prodotti richiederà qualche giorno, e di conseguenza non è da escludere che nell’immediatezza sia messo in vendita qualcosa riferibile alla teoria cospirazionista, fatto sta che Amazon le ha dichiarato guerra, e il “conflitto” è già iniziato. Di conseguenza, chiunque tenterà di mettere in vendita oggetti riferiti alla teoria, aggirando le regole del sito web, potrebbe essere oggetto di provvedimenti da parte dello stesso portale, come ad esempio la sospensione temporanea di vendita se non addirittura il blocco permanente.

QAnon via da Amazon (Bbc)

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QANON VIA DA AMAZON: ALCUNI VENDITORI TENTATO DI AGGIRARE IL BLOCCO

Il motivo di tale azione nei confronti di QAnon va ricercata nelle politiche di vendita del sito di Jeff Bezos, dove si legge che è possibile mettere in commercio prodotti che “promuovono, incitano o esaltano l’odio o la violenza nei confronti di qualsiasi persona o gruppo”. Nonostante ciò è facile trovare in rete prodotti, come ricorda Wired.it, che fanno riferimento ai cospirazionisti, siano essi felpe, magliette, cappellini e libri. Il divieto di Amazon riguarderà in particolare i libri autopubblicati che diffondono appunto la teoria complottista nei confronti dell’ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, dopo di che il “ban” si allargherà a tutto il merchandising correlato. Ma c’è già chi sta provando ad aggirare il divieto, indicando i prodotti di cui sopra con la sigla Wwg1wgA acronimo della frase “Where we go one, we go all” (tradotto in italiano “Dove va uno, andiamo tutti”), che di fatti è una sorta di motto del popolo pro-Trump.

Roberto Mazzucchelli

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