Riapertura scuole, si riflette sui tamponi salivari periodici: il protocollo

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Per la riapertura delle scuole dopo Pasqua, si riflette su un preciso protocollo che prevede l’utilizzo di tamponi salivari periodici per gli alunni: i dettagli

Riapertura scuole
Riapertura scuole (Adobe Stock)

Il governo, tra le priorità del prossimo decreto, ha intenzione di riaprire le scuole. Il premier Mario Draghi ha annunciato di voler far tornare in classe almeno infanzia e primaria, anche nelle zone rosse. Per far sì che ciò accada, dopo un confronto con il Comitato tecnico-scientifico, l’Esecutivo starebbe pensando di sottoporre tutti i bambini al tampone salivare rapido il primo giorno di scuola, per poi ripeterlo una volta a settimana. Qualora dovesse essere riscontrata una positività, tutta la classe sarà sottoposta a tampone molecolare.

Come dovrebbero avvenire i test a tappeto sugli studenti all’atto pratico, non è ancora ben chiaro. L’ipotesi primaria sarebbe quella di affidare i controlli a militari e volontari della Protezione Civile. C’è inoltre da dire che fino ad oggi i test su campione di saliva non sono stati ancora usati in Italia e l’Istituto Superiore di Sanità ne sta valutando la conformità. Si spera che l’ok arrivi prima di Pasqua in modo da facilitare il tutto.

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Riapertura scuole, cosa sono i tamponi salivari e che differenza c’è con gli altri

tamponi
tamponi (Pixabay)

Attualmente sono in uso tre tipi di test: quelli molecolari, antigenici e sierologici. I test antigenici rapidi salivari, pensati per la riapertura delle scuole, sono in fase di sperimentazione. Secondo l’ISS, i sistemi di raccolta con tampone di ovatta “non appaiono al momento adeguati per i soggetti non collaboranti a causa del rischio di ingestione del dispositivo di raccolta”.

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L’azienda ospedaliera universitaria di Padova, però, ha compiuto uno studio che ne mostra l’alta efficacia. Il 98% dei casi di positività sono stati confermati da tampone molecolare eseguito successivamente. L’esperimento preso in campione 5.350 dipendenti dell’Università di Padova, i quali hanno ripetuto il test della saliva tra le tre e le cinque volte nell’arco di undici settimane, per un totale di 19.850 campioni.

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