Michael Pachter e i prezzi dei videogiochi (Foto Venturebeat)
Da quando alcune aziende hanno deciso di mettere in vendita i videogiochi al prezzo di 70 dollari (in Italia il cambio “non giusto” è di 80 euro), si sono scatenati dei veri e propri dibattiti sul web e dell’argomento ne ha parlato recentemente anche Michael Pachter.
L’analista è molto noto nell’ambiente videoludico e spesso e volentieri ha fatto discutere per il suo pensiero in controtendenza rispetto alla massa, al punto che è stato ribattezzato “Bastian Contrario”. L’argomento prezzo dei videogiochi è stato trattato dallo stesso Pachter in occasione di una rubrica videoludica curata per il sito SIFT Games che potete trovare pubblicata in questa pagina, e in cui lo stesso analista ha cercato di fare chiarezza su alcuni quesiti a lui posti dai lettori: “Penso che le aziende siano incredibilmente avide – spiega senza troppi giri di parole Pachter – e che sia una mossa voluta dai publisher. Capisco totalmente l’inflazione: sapete, i biglietti del cinema che costano 10$ ora, costavano 5$ venticinque anni fa. Il punto è che i videogiochi hanno acquisti in-game e dlc”.
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Quindi Pachter ha proseguito: “Se ti dicessero: ‘un gioco costa 70$ ma, di questi, 10 restano tuoi come valuta in-game’, credo che a nessuno darebbe fastidio. E’ semplicemente stupido chiedere 70$ per un gioco da 60$”. Secondo il noto analista questo aumento di prezzo non è affatto giustificato: “I costi di produzione non sono materialmente più alti nel 2021, rispetto a quello che erano nel 2019. Si tratta solo di un pretesto. Se la gente è disposta a pagare di più, tu semplicemente alzi il prezzo. Persino i tool di sviluppo costano una frazione di quello che costavano un po’ di tempo fa”.
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Pachter si è soffermato anche sul mercato free-to-play, che è letteralmente esploso negli ultimi anni con milioni e milioni di download in tutto il mondo, soffermandosi a riguardo sul fallimento di Blackout, capitolo di Call of Duty, e il trionfo invece di Warzone (capitolo della stessa serie ma gratuito): “Tutto ciò dimostra che questo modello di business è molto più redditizio del vendere un titolo a prezzo maggiorato. Perciò perché essere così imbecilli da alzare il prezzo da 60$ a 70$? E’ semplicemente idiota. Impareranno la lezione”.
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