Netflix: guerra alla condivisione dell'account (Foto Yeslife)
Netflix dichiara guerra alla condivisione della password degli account. Nonostante per anni la piattaforma di streaming video più famosa al mondo abbia invitato il proprio pubblico a condividere fra amici la chiave di accesso, sembra che ultimamente il vento stia cambiando, e questo perchè la concorrenza è decisamente aumentata.
Ma facciamo un paio di passi indietro, a cominciare dallo spiegare cosa significa nel dettaglio questa “condivisione di password dell’account” per i non addetti ai lavori. Se vi abbonate a Netflix potrete vedere i contenuti offerti su più di un televisore, di conseguenza il gioco è semplice: si sottoscrive un abbonamento, si condivide la password con un amico o un parente, e ad ogni mese si smezzano i costi. Il secondo passo indietro da fare riguarda la già citata sopra concorrenza. Se fino ad un paio di anni fa Netflix regnava incontrastata nel mercato, negli ultimi 24 mesi le cose sono cambiate di molto con l’espansione di Amazon Prime, nonché l’arrivo di Diseny+.
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Netflix è sempre in vetta nella classifica a quota 200 milioni di abbonati, ma la piattaforma streaming di Bezos è salita a quota 150, mentre il servizio Disney ha raggiunto in un solo anno lo storico traguardo di 100 milioni di utenti grazie ad un pacchetto decisamente da urlo composto dai film/cartoni animati di Walt Disney, Pixar, ma anche Marvel e tutto l’universo Star Wars. Ecco perchè Netflix si è decisa a correre ai ripari e chissà che a breve non possa introdurre un divieto assoluto di condividere l’accesso al proprio account.
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Secondo quanto riferisce Il Corriere della Sera negli scorsi mesi è partito un progetto di verifica dell’utenza, poi accantonato a marzo 2021. Ma a quanto ammonta in soldoni la perdita derivante da questo meccanismo? Nel 2019 è stato calcolato in 2.5 miliardi di dollari, cifra che potrebbe essere comunque aumentata vertiginosamente nel 2020 e nel 2021, gli anni della pandemia di covid in cui la gente è stata di fatto rinchiusa in casa. Si calcola che il 40% dei clienti condividano la propria password con altri, con un picco del 56% nella fascia di età compresa fra i 18 e i 29 anni: una stretta sembra l’unica strategia plausibile per contrastare questo fenomeno.
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