Cavo USB C (Adobe Stock)
L’amico più fedele, legato ed inseparabile di ogni smartphone. Tre parole cavo USB: Universal Serial Bus. Tre, come le generazioni che si stanno susseguendo in quei tipi di interfaccia che permettono di collegare il unità e dispositivi periferici al computer.
Rispetto agli altri formati di connettori e porte USB, il tipo C ha il vantaggio di essere simmetrico e quindi non ha un verso obbligato di collegamento fisico, agevolando così l’operazione di connessione. Tant’è.
Presto, la maggior parte dei PC portatili non avrà bisogno di essere dotata del classico cavo e di un alimentatore per la ricarica. L’USB Implementers Forum (USB-IF), infatti, ha appena annunciato che sta più che raddoppiando la quantità di energia che si può inviare tramite un cavo USB-C a 240 watt, il che significa che a breve si potrà collegare lo stesso tipo di cavo USB-C multiuso su laptop, tablet e smartphone.
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In precedenza, le specifiche di alimentazione USB-C superavano a malapena i 100 watt: un andamento lento che bloccava un po’ il settore, perché se un Dell XPS 15 può tecnicamente caricare tramite USB-C, ha bisogno di 130 W di potenza per caricarsi e funzionare simultaneamente a pieno carico.
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Alcuni produttori, inoltre, hanno venduto adattatori USB-C fuori specifica, ma non sempre vengono forniti in bundle con le macchine e generalmente hanno un cavo fisso e non staccabile per evitare un uso improprio.
La rivoluzione dei cavi USB, di tipo C, passerà per l’alimentazione, naturalmente. Le nuove specifiche 2.1 annunciate dall’USB Implementers Forum, arrivano a due anni di distanza dal precedente aggiornamento e contengono un esplicito riferimento ai cavi USB C Extended Power Range: la grande novità è che supportano sino a 240W di potenza.
Con all’orizzonte laptop eccezionalmente più potenti, è evidente che ci sarà bisogno di 240 W di potenza, ovviamente. Come i desktop da gioco, che hanno un alimentatore da 650 W o superiore, richiesto per le schede grafiche desktop più recenti. E 240 W potrebbero non essere sufficienti per le ultime console di gioco di Sony e Microsoft, però sarebbe un necessario punto di partenza.
D’altra parte, alcuni computer stanno diventando più efficienti con il passare degli anni. Per esempio: il nuovo colorato iMac viene fornito con un alimentatore da 143 W, ma fra un paio d’anni sarà uno dei candidati principali per l’alimentazione USB, di tipo C.
Si va, dunque, verso una alimentazione standard per la stragrande maggioranza dei notebook in commercio. Da qui il necessario sviluppo di USB-IF. Che chiama questa funzionalità “Extended Power Range”.
Per sfruttarla in pieno ovviamente sarà doveroso utilizzare sia cavi che alimentatori aderenti alle nuove specifiche, i quali dovranno “essere identificati in maniera visibile ed immediata”. Un cavo, ad, esempio, dovrà essere in grado di supportare fino a 5A e 50V per essere conforme.
Ne è passato di tempo, d’altronde da quando gruppo di sette società iniziò lo sviluppo di USB: Compaq, Hewlett-Packard, IBM, Microsoft, NEC e Nortel. Nel 1994 l’obiettivo era rendere fondamentalmente più semplice il collegamento di dispositivi esterni ai PC sostituendo la moltitudine di connettori sul retro dei PC. Ora serve di più. C’è bisogno di 240W di potenza (un punto di partenza) e di nuove specifiche.
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