Apple lle funziona ancora. L’incredibile scoperta di un professore di New York

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Un uomo scopre un computer Apple di 30 anni fa ancora funzionante nella soffitta dei suoi genitori, lo rimette a posto (neanche poi tanto, visto che era ancora in ottime condizioni) e mostra il sistema vintage ai suoi figli: la loro reazione è quella che ti aspetteresti da una generazione che è passata a un iPhone X.

Apple (Adobe Stock)
Apple (Adobe Stock)

John Pfaff, questo il nome del professore di New York, ha voluto condividere questa sua incredibile esperienza prima con i suoi figli, poi con il popolo di twitter. I ricordi di un glorioso passato tornano a rivivere in un presente per certi versi sorprendente.

Apple lle, il terzo modello di Apple II: il personal computer più longevo al mondo

Apple (Adobe Stock)
Apple (Adobe Stock)

Il docente americano ha ripristinato subito Adventureland, un gioco di comando testuale rilasciato per microcomputer da Scott Adams nel 1978, ritrovando un floppy disk con dentro diversi game dell’epoca: Millionware, Neuromante e Decathlon Olimpico. Nei file perfino copie salvate dei suoi compiti quando faceva la scuola superiore e una nota del suo defunto padre.

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Il computer in questione Apple IIe, terzo modello della serie Apple II, rilasciato nel 1983, sette anni prima del mitico Apple I (1976) costruiscono da Steve Jobs e Steve Wozniak nel loro garage. Apple II è stato uno dei primi home computer realizzati su scala industriale a riscuotere un enorme successo commerciale: complessivamente si stima ne siano stati venduti quasi 5 milioni di esemplari, oltre quello di John Pfaff.

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È considerato il computer che più di ogni altro ha influenzato il mondo degli home computer, il più longevo di tutti i tempi, forse anche per questo motivo è rimasto funzionante 30 anni nella soffitta di John Pfaff: presentato il 16 aprile 1977 durante la prima edizione della Fiera del computer della West Coast di San Francisco e messo in commercio il 10 giugno 1977, Apple lle è rimasto in vendita fino alla fine del 1993, oltre un decennio.

Steve Jobs desiderava rendere l’informatica accessibile a tutti, per questo realizzare un computer utilizzabile da chiunque, che funzionava praticamente appena tolta la scatola. Era proprio Apple II (e di conseguenza Apple lle) probabilmente il primo computer veramente user-friendly.

Wozniak lavora quindi al progetto dell’Apple I aggiungendo le caratteristiche che servono per migliorarlo, come la visualizzazione delle immagini a colori, il suono. Per far sì che il computer sia veramente a immagine e somiglianza di Steve Jobs, si decide di racchiudere tutta l’elettronica in un unico contenitore.

Per lavorare al progetto di Apple II viene incaricato il progettista Jerry Manock, che realizza il contenitore in modo da accogliere la scheda madre sotto alla tastiera: il corpo centrale è più alto per lasciare lo spazio necessario all’alloggiamento delle schede di espansione, da inserirsi in slot interni. Per dare un’idea di snellezza al computer, si inclina la tastiera.

Apple II è, inoltre, il primo computer ad adottare un contenitore in plastica al posto di quelli in metallo in uso in quell’epoca. I primi modelli sono realizzati con plastica tinta di beige, ma dopo alcuni mesi inizia la produzione in ABS. Viene anche scelto un nuovo logo per l’azienda al posto di quello precedente, raffigurante Isaac Newton sotto ad un albero di mele. Nasce proprio in quel periodo la mela morsicata, ignaro che quel logo sarebbe diventato qualcosa di storico, leggendario. Chissà se Pfaff avrà raccontato questa storia ai suoi figli.

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