OnlyFans diventa casto: vietati dal 1 ottobre contenuti sessualmente espliciti

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Ottocento video creati da cento creatori di OnlyFans. Centotrenta milioni di utenti registrati e due milioni di creatori di contenuti in tutto il mondo. I numeri primi del social network con caratteristiche tutte sue che lo rendono particolare sono dovuti, almeno finora, al porno. Già, finora.

OnlyFans, un social network sui generis (Adobe Stock)
OnlyFans, un social network sui generis (Adobe Stock)

Vuoi per le aspre critiche in materia di sicurezza, molto soft usando un eufemismo, vuoi per una decisione una scelta legata all’incertezza dei finanziatori e dei partner bancari, il sito web londinese creato da Tim Stokely nel 2016 e capace di conquistare milioni di utenti in un lustro grazie all’offerta di un servizio di intrattenimento tramite abbonamento, ha deciso di cambiare strategia, acquisendo sempre più i crismi di un forum per musicisti, istruttori di fitness e chef piuttosto, che per le prostitute.

OnlyFans, una macchina da soldi. Resterà tale?

OnlyFans, dopo un lustro la svolta: niente più contenuti pornografici (Adobe Stock)
OnlyFans, dopo un lustro la svolta: niente più contenuti pornografici (Adobe Stock)

Finora OnlyFans è stato un social network a cui chiunque poteva iscriversi (dovrebbe restare tale dal Primo Ottobre, quando non ci saranno più contenuti sessualmente espliciti), personaggi famosi, VIP e persone normali condividono serenamente contenuti esclusivi, anche quelli espressamente vietati ai minori di 18 anni. Sic et simpliciter, senza nessuna censura sui contenuti, un unico paletto: i contenuti illegali. Ognuno può crearsi un account gratuito, semplice o creatori di contenuti, ma ecco il colpo di genio di Tim Stokely: per usufruire dei contenuti bisogna pagare, compreso un abbonamento a chi vuole sbirciare nel tuo profilo. Lo stesso vale per lo scambio di foto e video tramite chat: la persona che vuoi seguire potrebbe preparare dei contenuti solo per te e per questo richiederti il pagamento di una certa somma di denaro.

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Non ci vuole molto a capire che il binomio pornografia (amatoriale) social ha portato una valanga di soldi ad Only Fans. Le previsioni sul fatturato netto parlavano di un raddoppio dei guadagni in dodici mesi, dagli 1,2 miliardi stimati per il 2021 ai 2,5 miliardi di dollari per il 2022. Almeno finora.

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“A partire dal 1 ottobre 2021, OnlyFans vieterà la pubblicazione di qualsiasi contenuto che contenga comportamenti sessualmente espliciti – spiega la compagnia – per ospitare una comunità inclusiva di creatori e fan, dobbiamo evolvere le nostre linee guida sui contenuti”. La nota ufficiale di OnlyFans, dunque, cambia tutto. I creator continueranno ad essere autorizzati a pubblicare contenuti contenenti nudità, purché siano coerenti con la politica di utilizzo. Eros sì, in pratica, porno no, con buona pace delle prostituite. Che hanno già manifestato a più riprese il loro dissenso una volta saputo della deadline di OnlyFans, con tanto di cambio di contenuti.

“Condivideremo maggiori dettagli nei prossimi giorni e supporteremo attivamente i nostri creatori da oggi in futuro”. Dopo lo scandalo sollevato da un reportage dell’editorialista del New York Times, Nicholas Kristof, le due piattaforme di pagamento su OnlyFans, Visa e Mastercard, hanno minacciato un’esclusione dei loro servizi per i navigatori del sito. Chissà che non sia questo il vero motivo che ha portato Tim Stokely a cambiare rotta.

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