Perchè tanta importanza al telescopio spaziale James Webb? Ecco quale segreto spaziale potrebbe rivelarci

Quella riguardante il telescopio James Webb è senza dubbio la missione spaziale più attesa di sempre. Del resto sullo stesso ci stanno lavorando la Nasa, l’agenzia spaziale degli Stati Uniti, e l’Esa, l’omologa europea, da anni; un totale di 15 diversi paesi al lavoro fin dal 1996, per un progetto il cui lancio era previsto inizialmente nel 2007, ben 14 anni fa.

Telescopio James Webb, 18/12/2021 - Computermagazine.it
Telescopio James Webb, 18/12/2021 – Computermagazine.it

Oggi il telescopio James Webb si trova ovviamente ancora a terra, precisamente nella Guyana Francese, e non vede l’ora di farsi sparare in orbita attorno al Sole, ad una distanza di circa un milione e mezzo di chilometri dalla Terra. Il conto alla rovescia sembrerebbe iniziare veramente questa volta, e dopo una serie infinita di ritardi dovuti a problemi tecnici di varia natura, e ben 10 miliardi di dollari spesi nel progetto, contro i 500 milioni previsti negli anni Novanta, il countdown è iniziato.

Telescopio James Webb, 18/12/2021 - Computermagazine.it
Telescopio James Webb, 18/12/2021 – Computermagazine.it

IL TELESCOPIO SPAZIALE JAMES WEBB PRONTO AD ENTRARE IN AZIONE: ECCO PERCHE’ E’ COSI’ IMPORTANTE

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Se tutto andrà come previsto il telescopio verrà a breve inviato presso la sua posizione di osservazione su un punto di Lagrange, ed impiegherà circa sei mesi per “organizzarsi”, ovvero, preparare le sue incredibili strumentazioni di cui è dotato, fra cui un enorme specchio da ben 6.5 metri di larghezza. Attraverso le sue strumentazioni a raggi infrarossi, il telescopio potrà indagare le atmosfere di pianeti che sono lontanissimi dalla Terra ma potenzialmente abitabili, e rivelare quindi informazioni sull’Universo che fino ad oggi sono state a noi oscure. Le strumentazioni di cui è dotato il James Webb permettono inoltre di individuare oggetti comici a distanze mai raggiunte prima, cercando quindi di indagare l’universo primordiale, illuminando quanto accaduto nei primi 100 milioni di anni di vita del sistema in cui viviamo.

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Ecco perchè questo gioiello gigantesco è così importante e Roberto Maiolino, dell’Università di Cambridge, è convinto che grazie a questa missione, “in dieci anni faremo scoperte per 400 anni”, a cominciare dall’indagine su “come si sono formati i primi elementi chiave dell’Universo”. Torsten Böker dell’ESA aggiunge “possiamo aspettarci di essere sorpresi” da quanto ci trasmetterà James Webb a partire dal prossimo anno; “vedremo cose che non avremmo neanche sognato di poter vedere, una cosa senza prezzo”. Un’attesa spasmodica quindi, che forse sta per trovare finalmente la sua parola fine a 24 anni dall’inizio del progetto stesso, uno strumento che porterà quindi oltre il Sole ben 25 anni di evoluzione e di ricerca scientifica, nato ancora prima della scoperta di alcuni pianeti a noi molto lontani. Non vediamo l’ora che entri definitivamente in azione.

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