Prima frode scoperta in NFT? Intanto il regno di sua Maestà sequestra 1,9 milioni di dollari

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Il fatato mondo dei non-fungible token, un tipo speciale di token crittografico che rappresenta il certificato di autenticità, scritto su Blockchain, di un bene unico potrebbe aver mostrato il suo lato oscuro. Potrebbe, condizionale d’obbligo perché si sospetta di una frode. Ma pur sempre di frode stiamo parlando.

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NFT oggetto di frode – Adobe Stock

Lo sostengono i funzionari di Her Majesty’s Revenue and Customs (HMRC), quindi molto credibile visto che trattasi di un dipartimento governativo non ministeriale del Regno Unito, responsabile per la riscossione delle imposte, del pagamento di alcune forme di sussidi statali, nonché dell’amministrazione di altri regimi regolatori incluso il salario minimo nazionale.

Ebbene l’HMRC afferma di aver sequestrato con successo tre NFT, che rientravano in un’indagine su un sospetto caso di frode sull’imposta sul valore aggiunto (IVA), stimato in 1,4 milioni di sterline, quasi due milioni di dollari.

HMRC, una frode molto plausibile. Il primo caso potrebbe lanciare un pericoloso allarme

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HMRC sequestra 3 NFT – Adobe Stock

ll nostro primo sequestro di token non fungibile serve da avvertimento a chiunque pensi di poter utilizzare le criptovalute per nascondere denaro da HMRC”. Nick Sharp non ci va tanto per il sottile. “Ci adattiamo costantemente alle nuove tecnologie – spiega il vicedirettore della criminalità economica dell’HMRC – per assicurarci di stare al passo con il modo in cui criminali ed evasori cercano di nascondere i loro beni”.

I sospetti sul presunto primo caso di frode nel mondo dei NFT, molto di moda di questi periodi, riguarderebbero delle persone che avrebbero utilizzato “metodi sofisticati” per cercare di nascondere le loro identità: creazione o l’utilizzo di identità rubate, la falsificazione di indirizzi, l’utilizzo di telefoni cellulari prepagati non registrati, l’affidamento a reti private virtuali (VPN), la generazione di fatture false e perfino l’essersi spacciato per chi svolge attività commerciali legittime.

Non ci sono attualmente prove fisiche della presunta frode, ma si ipotizza che HMRC abbia preso il controllo di un portafoglio digitale utilizzato per archiviare i certificati digitali che hanno dimostrato la proprietà degli NFT.

Poiché i certificati digitali collegano account specifici con risorse digitali, HMRC potrebbe essere stato in grado di creare una catena di prove. Quelle sì fisiche.

Per lo stesso Sky News trattasi di una notizia molto credibile: non sarà stato preso fisicamente il controllo dei digital asset, ma Her Majesty’s Revenue and Customs ha ottenuto un’ingiunzione del tribunale che ha impedito la vendita.

Come rivela lo stesso Financial Times se fosse confermato il primo caso di frode riguardante gli NFT, sarebbe certamente un allarme da prendere in considerazione, perché singoli NFT vengono venduti per milioni di dollari e quel mondo industriale in grande crescita viene valutato oltre quindici miliardi di dollari. Scusate se è poco.

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