Attenzione alle chiamate (pochi squilli) dai numeri esteri: sono una pericolosa truffa che vi deruba

Riemergono le cosiddette “telefonate squillo” truffa dall’estero, giunte all’attenzione della Polizia Postale Italiana per la prima volta nel 2015 ed ora tornate ad essere segnalate da numerosi utenti. E’ il ritorno del fenomeno delle ping call?

Ritorno Ping Call ComputerMagazine.it 31 Agosto 2022
La truffa del Ping Call venne già denunciata in Italia nel 2015 – ComputerMagazine.it

Ecco come funziona: “si riceve uno squillo sul cellulare, uno solo, da un numero con prefisso +373 che appartiene alla Moldavia, poi la chiamata viene interrotta. Chi vede la chiamata senza risposta, il più delle volte prova a richiamare e inizia il raggiro”.

Questa era la spiegazione che l’Agente Lisa, un profilo Facebook creato e gestito dalla Polizia di Stato italiana per dialogare con gli utenti, dava del fenomeno definito “ping call” il 10 Gennaio 2015, quasi otto anni fa, con riferimento all’area territoriale di Imperia, in Liguria, che in quelle settimane si trovò nell’occhio del mirino dei perpetratori malintenzionati.

Ed in questi giorni diversi utenti hanno denunciato il riemergere del fenomeno, nello stesso identico stile: arriva una chiamata squillo (ovvero di brevissima durata, che non prevede risposta) e, nel caso l’utente contattato decida di richiamare per accertarsi circa chi lo abbia cercato, ecco che parte il tentativo di prosciugamento del credito telefonico.

I prefissi coinvolti nella truffa: come riconoscerli e cos’è consigliato fare

Ping Call ComputerMagazine.it 31 Agosto 2022
La precauzione più importante da adottare e di non richiamare il numero con prefisso estero – ComputerMagazine.it

Rispetto al 2015, i prefissi esteri coinvolti nella truffa risultano essere aumentati significativamente: non solo il +373 della Moldavia, ma anche il +216 tunisino, il +678  da Vanuatu, nel Sud Pacifico, il +383 del Kosovo, il +375 della Bielorussia, il +371 lettone, il + 44 della Gran Bretagna ed il + 255 della Tanzania. Ma potrebbero essere molti di più.

Ancora rispetto al 2015, risulta che l’orario di contatto delle recenti chiamate squillo sia rimasto lo stesso, ovvero tra le 18:30 e le 20:30, in coincidenza del ritorno a casa dal lavoro di molti utenti. 

Il consiglio principale offerto dalla stessa Polizia Postale per non incorrere nella truffa, e non vedersi quindi prosciugato il proprio credito telefonico, è non soltanto di non rispondere (azione non semplice considerata la brevità degli squilli), ma soprattuto di non richiamare. E, nel caso si avessero amici o conoscenti residenti nelle aree estere delle quali emerge il prefisso, verificare attraverso altri canali di contatto (ad esempio i social) se siano stati effettivamente loro a cercare di comunicare con noi.

 

? FONTE: tech.everyeye.it

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