Caduto in una truffa online? Forse il rimborso è possibile, ma come

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Se siamo finiti in un imbroglio digitale non dovremo preoccuparci, basterà chiedere il rimborso: ecco come fare domanda per riceverlo.

Non sono poche le possibilità di finire vittime di una truffa online. Assistiamo in continuazione a delle vicende di questo calibro, con precisione delle situazioni in cui dei poveri utenti finiscono con il farsi imbrogliare da hacker esperti, gli stessi che poi svuotiano il loro conto corrente per il puro gusto di farlo. Tuttavia, sapevate che è possibile richiedere un rimborso a Poste italiane?

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Attenti a non cadere in queste trappole – Computermagazine.it

Tranquilli, non è una presa in giro: prenderemo in esame una storia realmente accaduta per farvi comprendere al meglio questa situazione. La protagonista di questa storia è una donna che, nel marzo 2021, ha ricevuto un SMS truffa da un mittente che si fingeva un operatore di per Poste Italiane.

In seguito le ha inviato alcuni link da cliccare per correggere degli errori specifici, condizionandola a farlo. Ovviamente la truffa è andata a segno dato che è giunta su un sito fake con una schermata identica a quella del sito ufficiale di Poste Italiane, in particolare alla pagina di login all’area privata dalla quale si eseguono le operazioni sui conti Banco Posta.

Se venite truffati non è tutto finito: ecco come mai

Dopodiché le ha chiesto di inserire i ddti del suo account in maniera tale che i bonifici potessero arrivare verso il suo conto, seppur il truffatore avesse bisogno anche di quei codici che venivano mandati via SMS al cellulare della vittima. In tal modo, ben 2.500 euro sono stati prelevati dal successo dal suo conto, mandandola a zero in altre parole.

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Gli SMS truffa sono più che pericolosi – Computermagazine.it

Ma la storia non è finita proprio male, perché la donna ha chiesto il risarcimento a Poste Italiane che, però, si è rifiutata di concederglielo poiché aveva messo in atto tutte le procedure e misure di sicurezza previste dalla legge. La colpa avrebbe dovuto essere sua, circa; l’avvocato della vittima è intervenuto per chiarire al meglio la situazione.

Infatti ha chiesto all’ABF, acronimo di Arbitro Bancario Finanziario, un consulto per quanto riguarda le frodi che hanno a che fare interamente sia con le banche che con le società finanziarie. La risposta è stata positiva, perché l’associazione ha smentito le parole di Poste italiane affermando che se la cliente è stata truffata è per il seguente motivo.

Nell’SMS con il codice OTP mandato da Poste, leggete bene, non c’era una descrizione accurata di quale operazione si stava dando il permesso di esecuzione. Se la signora avesse saputo a cosa serviva quel codice, dunque, non lo avrebbe comunicato ai truffatori e, di fatto, l’imbroglio sarebbe stata impossibile da portare a termine. Risultato? La signora, infine, ha riavuto il suo denaro indietro.