Deliveroo condannata per l’algoritmo Frank: “Rider come se fossero macchine”

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Deliverro condannata per Frank (IlFattoQuotidiano)

L’algoritmo di Deliveroo “Frank”, è stato ritenuto illegittimo da parte del tribunale di Bologna, considerandolo discriminatorio verso i lavoratori. Secondo quanto stabilito dai giudici emiliani, l’algoritmo di cui sopra non tiene conto delle motivazioni che spingono un determinato rider ad assentarsi, di conseguenza Deliveroo è stata condannata a versare 50mila euro ai ricorrenti, sentenza emessa lo scorso 31 dicembre e pubblicata quest’oggi da Hdblog.it. Frank è un algoritmo che l’azienda ha utilizzato fino a novembre 2020, e che permette di fatto di creare una sorta di classifica in base alla reputazione di ogni rider: agli addetti alle consegne vengono assegnate delle votazioni e più queste sono alte, più si scala la graduatoria. Più i voti sono alti, ha spiegato l’avvocato Carlo de Marchis che ha agito contro Deliveroo, più si ha maggiori possibilità di avere accesso agli slot migliori da coprire in quanto a orari e zone dove fare le consegne. Tutto sommato un sistema meritocratico, peccato però che Frank non tenesse conto del perchè un rider non potesse svolgere una determinata consegna: che siano per futili motivi, o per ragioni di salute, o magari per uno sciopero, secondo l’algoritmo, il rider andava in ogni caso declassato. “Prenotando la sessione – spiega l’avvocato, come riporta Hdblog.it – ci si obbligava a geo-localizzarsi nella zona di competenza poco prima dell’inizio del turno e chi non lo faceva senza disdire con un giorno di anticipo scendeva nel ranking”.

Deliverro condannata per Frank (Il Resto Del Carlino)

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DELIVEROO CONDANNATA PER L’ALGORITMO FRANK: LA RISPOSTA DELL’AZIENDA

Stessa spiacevole situazione avveniva nel caso in cui un rider volesse aderire ad uno sciopero. E così è giunta una citazione in giudizio e al termine del processo che ha dato ragione ai rider i sindacati hanno esultato: “Per la prima volta in Europa – spiega la segretaria confederale della Ggi, Tania Sacchetti – un giudice stabilisce che ’Frank’ è cieco e pertanto indifferente alle esigenze dei rider che non sono macchine, ma lavoratrici e lavoratori con diritti. Il Giudice – aggiunge – ha ritenuto quindi che il modello di valutazione adottato dalla piattaforma di food delivery era il frutto della ‘scelta consapevole’ dell’azienda di privilegiare la disponibilità del rider, senza mai considerare le ragioni del suo possibile mancato collegamento alla piattaforma”. Ovviamente non si può non rendere conto della posizione di Deliveroo, che si dice pronta a ricorrere in appello: “Prendiamo atto della decisione del giudice che non condividiamo e che fa riferimento a un sistema di prenotazione delle sessioni dei rider che non è più in uso. La correttezza del nostro vecchio sistema è confermata dal fatto che nel corso del giudizio non è emerso un singolo caso di oggettiva e reale discriminazione. La decisione si basa, esclusivamente, su una valutazione ipotetica e potenziale priva di riscontri concreti”.

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