Niente estradizione per Julian Assange, la giudice ha negato la cauzione

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No alla libertà su cauzione per il fondatore di WikiLeaks. Julian Assange resta ancora dietro le sbarre.

Free Julian Assange
Free Julian Assange Photo by WikiLeaks on Facebook

La giudice distrettuale di Londra, Vanessa Baraister, pur non avendo concesso l’estradizione agli Stati Uniti, ha però negato la cauzione. Julian Assange resterà in carcere e, secondo la giustizia britannica, il rischio di fuga è troppo alto.

Dopo 7 anni da rifugiato nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra e quasi 2 anni nella prigione britannica di Belmarsh, struttura di massima sicurezza, l’ex analista informatico non potrà ancora vedere la libertà.

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Assange resta in prigione

Giornalismo libero
Giornalismo libero Photo by Free Julian Assange

La giudice Baraister, da un lato, si è dimostrata clemente. Negare l’estradizione ha evitato il rischio di suicidio o di eventuali danni alla salute mentale dell’imputato. Questo non significa, però, che lo consideri innocente. Il rifiuto della libertà su cauzione ha evidenziato la posizione dell’ente giudiziario londinese.

L’avvocato difensore, Edward Fitzgerald, aveva approfittato della prima sentenza contro l’estradizione per provare ad ottenere almeno gli arresti domiciliari. Un’occasione per poter trascorrere un po’ di tempo con la compagna e i due figli piccoli.

Purtroppo, la violazione della libertà su cauzione nel 2012, quando Assange approfittò per nascondersi nell’ambasciata dell’Ecuador, ha giocato a suo svantaggio. Il precedente ha messo in allarme la giudice, la quale ritiene che il rischio di fuga sia molto elevato.

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Pertanto, nessuna buona notizia per il paladino della libertà di stampa. Per ora, dovrà restare in prigione in attesa di eventuali ricorsi da Washington.

Julian Assange
Julian Assange Foto di Caitlin Johnstone da Pixabay

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