PayPal e Airbnb voltano le spalle ai Trumpiani e alla destra radicale

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Anche PayPal e Airbnb prendono le distanze dai trumpiani più estremisti e violenti: interrotta una raccolta fondi degli ultra-cattolici di GiveSendGo, mentre la piattaforma di prenotazioni ha cancellato il soggiorno a Washington di alcuni soggetti facinorosi.

AirBnb
AirBnb mette alla porta l’ultra destra (pixabay.com)

PayPal e Airbnb boicottano le operazioni dei violenti che hanno preso parte al “Washington Rally” dello scorso 6 gennaio. Tante grandi aziende americane tolgono i finanziamenti ai membri del Congresso repubblicani che hanno contestato l’elezione di Biden.

Ma non sono solo i colossi di Big Tech e del Web 2.0 a voltare le spalle a Trump e al movimento che lo sostiene, ormai irrimediabilmente compromesso dalle infiltrazioni della destra più radicale e inviso addirittura a molti rappresentanti dell’America repubblicana.

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Ecco come PayPal e Airbnb, oltre ad altre grandi aziende Usa, stanno mettendo all’angolo Trump e i facinorosi

PayPal logo
PayPal si dissocia dai sostenitori di Trumpo violenti (image by wuestenigel is licensed under CC BY 2.0)

La piattaforma di pagamenti online PayPal ha confermato a Reuters di aver bloccato GiveSendGo in seguito a una raccolta fondi a favore dei partecipanti ai disordini del 6 gennaio a Capitol Hill, e di aver chiuso l’account di Ali Alexander. Alexander sarebbe coinvolto in qualità di organizzatore nell’assalto al campidoglio che ha tentato di mandare all’aria la ratifica dell’elezione di Biden.

Dal canto suo, Airbnb sta cercando di bloccare tutte le prenotazioni sospette fatte su Washington, dopo che negazionisti, complottisti e destra radicale si sono dati appuntamento per una marcia armata il prossimo 19 gennaio nella capitale. Non solo, la società di San Francisco sta confrontando il registro degli arresti del 6 gennaio con il proprio database, al fine di chiudere i profili dei violenti.

Ma PayPal e Airbnb non sono le sole a fare notizia in risposta alle tensioni politiche di questi giorni negli Stati Uniti. YouTube ha sospeso per una settimana il canale di Donald Trump. Dopo aver rimosso il social Parler dai propri server, Amazon ha anche ritirato le donazioni effettuate nei confronti dei membri repubblicani del Congresso che hanno votato contro la legittimità dell’elezione del prossimo presidente degli Stati Uniti, Joe Biden.

Dal retail online a quello tradizionale, passando per molti altri settori dell’economia statunitense. All’annuncio di Amazon hanno fatto seguito quelli dello stesso tenore di Walmart, Marriott International, Morgan Stanley, Dow, Airbnb e AT&T. Tutti decisi a staccare almeno per il momento i finanziamenti ai repubblicani che hanno obiettato alla vittoria elettorale di Biden (139 deputati e otto senatori) e in generale ai punti di riferimento istituzionali della destra radicale.

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Il tutto mentre il vice presidente Pence ha deciso di non invocare il 25esimo emendamento della costituzione americana e quindi di non revocare i poteri di Trump in attesa che Biden si insedi alla Casa Bianca. Una mossa, quella di Pence, dichiaratamente volta a non gettare ulteriore benzina sul fuoco in un momento in cui odio e violenza hanno messo a repentaglio il sistema democratico degli Stati Uniti.

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