Google Stadia fa flop? Chiuso lo studio di sviluppo delle esclusive

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Google Stadia fa flop? Sì, o forse no. La mossa di Big G però lascia pochi dubbi: niente più esclusive fatte in casa per la “console” in streaming.

Google Stadia
Google Stadia (fonte google.com)

Un declino inesorabile per la piattaforma di streaming più famosa al mondo. Google Stadia, arrivata da ormai qualche anno, ha portato con sé una ventata di aria fresca in un panorama, quello videoludico, fermo da ormai troppo tempo sulla tipica ricetta console/PC. L’ambizione di Big G era ed è quella di portare il gaming ovunque, senza l’ausilio di un hardware performante né di una console di ultima generazione. Quel che vi basta? Una buona connessione, un controller e una TV o un dispositivo portatile.

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La notizia di ieri è però di quelle che lasciano pochi spazi ai dubbi. Come annunciato dalla stessa Google, l’intenzione del colosso hi-tech è quella di chiudere Stadia Games and Entertainment, studio di sviluppo che aveva il compito di creare esclusive per la console in cloud.

Creare giochi che siano migliori del loro genere, a partire da zero, richiede molti anni e investimenti significativi, e il costo sale esponenzialmente“. Una motivazione, quella condivisa da Google, un po’… così. Viene da chiedersi se non avessero bene in mente quello che volevano fare quando hanno annunciato giochi esclusivi sulla loro piattaforma.

Con questa mossa Big G punterà su partner di terze parti per dare lustro alle produzioni altrui, non affidandosi al suo studio interno perché non vantaggioso e non porta profitti. Profitti che arriverebbero con la vendita di titoli già confezionati e messi a disposizione del suo pacchetto.

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Potrebbe essere il primo passo verso un inesorabile declino del servizio di streaming, nato come qualcosa di rivoluzionario e in grado di competere con i colossi. Se da un lato le promesse sono state mantenute portando nelle case di tutti il gaming, dall’altro Stadia non è decollata come avrebbe dovuto. Neanche in una fase di stallo come quella che stiamo vivendo ora, con PlayStation 5 ed Xbox Series X|S introvabili, gli utenti preferiscono attendere mesi per mettere le mani sulle console anziché puntare sul servizio di Big G.

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