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Huawei: i fornitori Usa si schierano con i cinesi

I fornitori di cellulari statunitensi scendono in campo a favore di Huawei per far rimuovere le restrizioni imposte alla compagnia di Shenzen da parte del governo degli Stati Uniti d’America.

Huawei (Adobe Stock)

Se è vero infatti che le restrizioni e le sanzioni hanno coinvolto in prima persona Huawei, che a seguito di questi avvenimenti ha anche “staccato” dalle sue radici molte aziende consociate e controllate, è vero anche che di conseguenza una serie di fornitori più o meno importanti nel panorama statunitense ne stanno risentendo a loro volta.

Restrizioni Huawei, i fornitori Usa perdono soldi a causa del governo

Huawei Headquarter (Adobe Stock)

Bloccare una compagnia straniera in un Paese, infatti, quale che sia il motivo, non fa che danneggiare anche l’economia a livello nazionale. Soprattutto se la compagnia in questione è un gigante tecnologico come Huawei, e i sub fornitori sono le compagnie statunitensi. Che grazie all’azienda cinese, in passato hanno fatto i “soldoni” grazie ai cellulari e dispositivi messi in commercio.

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Per questo motivo una fitta rete di piccole, medie e grandi aziende che fanno parte del panorama tecnologico dell’economia statunitense, ha fatto appello al governo degli Stati Uniti, ora guidato dal Presidente Biden, per togliere le restrizioni comminate dalla precedente gestione di Trump al colosso di Shenzen. Una posizione finora più solida che mai.

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Purtroppo, stando a quanto riporta un rapporto stilato dalla Reuters, i dirigenti di queste aziende sono piuttosto pessimisti in merito a un ripensamento da parte di Joe Biden, nuovo presidente degli Stati Uniti, in merito alle sanzioni comminate all’indirizzo di Huawei.

L’unica speranza risiede nella presentazione del caso di fronte al Dipartimento del Commercio, provando così a far fare marcia indietro rispetto a un andazzo che alla lunga potrebbe rivelarsi un vero crack economico.

Il caso si è creato a causa della convinzione, da parte del governo degli Stati Uniti, che Huawei possa fornire tecnologie utili a fini militari alla Cina. E, cosa ancora più grave, la paura è che tutto questo crei una minaccia molto grande per la privacy degli utenti statunitensi.

 

Antonino Gallo

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