Cashback di stato verso l’addio? “Misura inefficiente e costosa”

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Il cashback di stato proseguirà anche oltre il 30 giugno del 2021? Al momento non è facile trovare una risposta a questa domanda, in quanto sono diverse le questioni da risolvere, a cominciare dal super bonus da 1.500 euro.

Cashback di stato (Foto Skytg24.it)
Cashback di stato verso l’addio? (Foto Skytg24.it)

Come vi abbiamo già spiegato, il governo Draghi sta valutando con attenzione se elargirlo o meno, a causa dei cosiddetti “furbetti del rimborso”, coloro che stanno facendo una serie di microtransazioni, anche al di sotto dell’euro, per scalare la classifica che permette appunto di ottenere il premio di cui sopra. Non va infatti dimenticato che il bonus da 1.500 è riservato a coloro che eseguono più pagamenti in digitale, (con le carte e le app abilitate), nell’arco del semestre che si concluderà il 31 giugno 2021, e di conseguenza sono molti coloro che stanno aggirando il sistema in maniera più o meno furba, puntando così ad entrare fra i fortunati 100.000. Come riferito da numerosi quotidiani nelle ultime ore, i tecnici dell’esecutivo stanno cercando di capire come arginare il problema, a cominciare dall’individuare un software che potrebbe intercettare e nel contempo “annullare” appunto i micro-pagamenti, o magari i troppi pagamenti ravvicinati nell’arco di pochi minuti.

Cashback di stato, i dubbi (Foto Skytg24.it)
Cashback di stato, i tanti dubbi (Foto Skytg24.it)

CASHBACK DI STATO ADDIO? ITALIA VIVA CONTRARIA ALLA MISURA

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Oltre all’annosa questione “furbetti”, vi sono poi tutta una seria di esponenti politici che da tempo storcono il naso di fronte all’utilità del cashback di stato, che ricordiamo, è stato introdotto per favorire il pagamento in digitale, quindi tracciabile, facendo diminuire nel contempo il denaro contante, e di conseguenza anche il “nero”, l’evasione. Fra i contrari vi sono in particolare gli esponenti di Italia Viva, partito che non si è mai detto favorevole alla misura, e che recentemente è uscito allo scoperto con Gianfranco Librandi e Camillo D’Alessandro: “Il cashback è una misura costosa e inefficiente – fanno sapere attraverso una nota pubblicata online – che non apporterà benefici alla nostra economia e al nostro Paese. Il probabile blocco del super-premio semestrale, per via della vulnerabilità del sistema ai furbetti delle micro-transazioni, è un’ulteriore dimostrazione dei limiti dell’intervento”.

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“Peraltro – proseguono – il cashback ha fallito uno dei principali obiettivi che il Governo si era prefissato, ovvero quello di contrastare l’economia sommersa e l’evasione. Secondo l’analisi del Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali, metà delle operazioni contemplate dal cashback venivano già saldate con la moneta elettronica. In sostanza, oltre metà dei soldi stanziati dallo Stato sono stati regalati. Sul tema – concludono – saremo promotori di un’interrogazione parlamentare per invitare il nuovo Governo a prendere provvedimenti affinché non si sciupino risorse pubbliche, in particolare i fondi europei del Next Generation”.

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