Polymateria+crea+una+plastica+riciclabile+e+allo+stesso+tempo+biodegradabile
computermagazineit
/2021/03/20/polymateria-plastica-riciclabile-biodegradabile/amp/
News

Polymateria crea una plastica riciclabile e allo stesso tempo biodegradabile

Polymateria brevetta la biotrasformazione della plastica per contrastare l’inquinamento ambientale del polietilene che finisce fuori dalla raccolta regolamentata.

Polymateria ha creato due tipi di plastica riciclabile e biodegradabile (image from polymateria.com)

Una plastica adatta ad essere riciclata ma che nel tempo diventa biodegradabile. È possibile grazie alla tecnologia della “biotrasformazione” brevettata dalla start-up londinese Polymateria. A questo ritmo, si legge sul sito ufficiale dell’azienda britannica, ci ritroveremo entro il 2050 a dover gestire la bellezza di 7,2 miliardi di tonnellate di plastica. Di questi, almeno due miliardi sfuggiranno ai sistemi di raccolta dei rifiuti diventando “fugitive plastic” e finendo in natura, su terra e nel mare sotto forma di microparticelle di plastica.

La biotrasformazione viene applicata a due tipi di materiale: Degraid, la plastica sottile per sacchetti e Cycle Plus, quella più spessa per imballaggi rigidi. Entrambi possono essere riciclati in ossequio ai dettami della cosiddetta “economia circolare”, quella del riduci, riusa, ricicla e recupera, per intenderci. Inoltre, essendo biodegradabile, vanta un impatto ambientale sostenibile se finisse fuori dalla raccolta dei rifiuti.

Polymateria, come funzionano DegrAid e Cycle+

Polymateria Industria alimentare tra i principali utilizzi di DegrAid e Cycle+ (image from polymateria.com)

L’aspetto negativo dell’attuale plastica biodegradabile (avete presente i sacchetti per la spesa del supermercato?) è proprio che non è riciclabile – o lo è in maniera non significativa – e alimenta il circolo vizioso della produzione smodata. Non solo: alcuni tipi di plastica biodegradabile si dissolvono solo in ambiente di compostaggio, ma non in ambiente naturale, costituendo una minaccia per flora e fauna.

LEGGI ANCHE>>>Game of Thrones, gaudeamos igitur: tre ipotesi di spin-off

Polymateria è differente perché contiene delle sostanze che ne innescano la degradazione dopo un dato lasso di tempo, circa quattro mesi per la plastica sottile e flessibile, intorno ai tre anni per quella rigida. Una volta partito il processo chimico, il materiale perde via via fisicità trasformandosi in una cera atossica per ambienti terrestri e marini che può essere consumata da funghi e batteri. Proprio come accade con i cibi, anche la plastica di Polymateria riporterà una data di scadenza entro la quale sarà possibile il riciclo.

TI POTREBBE INTERESSARE—>Perché l’intelligenza artificiale sarà la salvezza del lavoro – VIDEO

Gli utilizzi concepiti finora riguardano l’industria alimentare: bottiglie per bevande e detergenti, vaschette, contenitori, cannucce e bicchieri per la plastica rigida, sacchetti e pellicole trasparente per quella flessibile. L’azienda insiste sull’opportunità di riciclare entrambi fino a quando è possibile, ma nel caso fossero smaltiti in ambiente naturale prima della data di scadenza, i due materiali impiegherebbero rispettivamente 226 e 336 giorni a scomparire senza lasciare traccia. L’importante, paradossalmente, è che non vengano smaltiti con il resto della raccolta indifferenziata, un ambiente asettico dove il processo di biodegradazione non potrebbe avere luogo.

Raffaele Pigneri

Recent Posts

WhatsApp, così puoi bloccare le chiamate spam senza perdere quelle importanti

Meno squilli, meno fastidi e più controllo: una funzione WhatsApp può rendere le giornate digitali…

2 ore ago

Come liberare spazio sul tuo smartphone se hai la memoria piena

Scopri come liberare spazio sul tuo telefono senza rinunciare a ciò che conta. Con poche…

1 giorno ago

GameStop compra Ebay? Cosa sappiamo della (presunta) acquisizione del secolo

GameStop potrebbe acquisire eBay in un'operazione da 55,5 miliardi di dollari, trasformando i negozi fisici…

2 giorni ago

VHP Cache Test – 2026-05-05 20:53:55

VHP_CACHE_TEST_UPDATED_fb7fb87a-ac7a-45f3-9865-a8a5ce3f8cc5

2 giorni ago

Il fenomeno Licensel: perché sempre più italiani scelgono le licenze ESD

Nel panorama digitale italiano, la diffusione delle licenze software ESD (Electronic Software Distribution) ha vissuto…

3 mesi ago

Il futuro della ricerca è ibrido: SEO, AI e contenuti in un unico ecosistema

Dalla SERP alle risposte generate: come cambia il concetto stesso di visibilità online. La frase…

4 mesi ago