Diritti tv, la Serie A all’estero passa a Infront. Ma il piatto piange

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Sette partite in esclusiva, a giornata, per i prossimi tre anni. Tre partite in co-esclusiva, anche se per il pacchetto 2 ci sarà bisogno di un nuovo bando. DAZN si prepara così alla svolta epocale nella storia dei diritti tv della Serie A. In attesa di altre news ufficiali, ecco dove si vedrà il prossimo (massimo) campionato nostrano di calcio all’estero.

Serie A TIM (Adobe Stock)
Serie A TIM (Adobe Stock)

I club di Serie A hanno deciso all’unanimità di accettare i 139 milioni offerti da Infront, che poi rivenderà il segnale tra Europa, Africa, Asia, Centro e Sud America, più altri 10-15 da una serie di operatori delle stesse aree per la Coppa Italia.

Diritti tv, l’addio di a BeIn Sport: -36% rispetto al triennio che si sta concludendo

Serie A all'estero su Infront (Adobe Stock)
Serie A all’estero su Infront (Adobe Stock)

Nella casse della Lega entreranno altri 150 milioni da aggiungere al monte ricavi per la vendita dei diritti tv, assegnati a DAZN per 840 milioni nel prossimo triennio. Rispetto al triennio che si sta concludendo, che dall’estero aveva garantito 370 milioni, tutto compreso, si registra un calo di circa il 36%, più terzo.

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Nello scorso triennio i diritti tv per la Serie A all’estero erano andati a BeIn Sport, per più di 100 milioni. Stavolta il network globale di canali sportivi di proprietà di beIN Media Group, lanciata nel 2012, non ha proprio partecipato all’asta, dopo la scelta della Lega di far disputare alcune edizioni della Supercoppa in Arabia Saudita, sede di BeoutQ, ovvero la principale tv a pagamento per la diffusione di contenuti pirata.

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Considerato che Cbs aveva acquistato i diritti della serie A per gli Usa in cambio di 57 milioni, il totale parziale per l’estero sale a poco più di 200 milioni. Andrà aggiunto il ricavato per le ultime zone ancora non coperte, vale a dire Nord Africa e del Medio Oriente: in corso trattative private. E le previsioni non così confortanti, visto che l’incasso dovrebbe aggirarsi attorno ai 30 milioni.

E’ l’inevitabile conseguenza della crisi figlia della pandemia da Coronavirus, ma anche di una Serie A, nel suo complesso, che non attira più come prima, basta guardare le italiane rimaste in corsa nelle due competizioni europee, solo la Roma, in Europa League.

La Lega di Serie A può sperare in un’offerta congrua per il pacchetto 2 del prossimo triennio di Serie A, ovvero le tre partite in co-esclusiva, a giornata, ancora da assegnare dopo il (doppio) no a SKY che aveva messo sul piatto della bilancia 70 milioni, ritenuti troppo pochi dai club di Serie A, che – con Lotito in testa – ne volevano almeno 130.

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