Clubhouse su Android senza inviti fra un paio di mesi (Foto Panorama)
Clubhouse cambia tutto e diventa un social network in cui è possibile generare profitti. Dopo mesi dalla sua esplosione, il social network delle stanze introduce la funzione che permette ai creator di essere pagati tramite donazioni dai propri follower.
Era nell’aria da tempo ed ora è finalmente diventato realtà. Clubhouse diventa un social network redditizio. Insieme ad Instagram, Facebook, YouTube e Twitch, anche Clubhouse entra nel gruppo dei social network in cui è possibile generare introiti grazie al proprio lavoro.
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L’app che inverte il paradigma social, esplosa circa due mesi fa, ha raggiunto la cifra sbalorditiva di 1 miliardo di dollari di valore. Un’iperbole che, nonostante un appiattimento fisiologico nell’interesse generale, ha portato Clubhouse nell’olimpo delle app più scaricate su iPhone.
Ma la vera novità di cui vi parliamo è la possibilità di essere pagati dai propri follower tramite un programma di donazioni denominato Clubhouse Payments. Si tratta, come spiegato nel post apparso sul blog ufficiale del social, di un primissimo approccio a quella che sarà una serie di feature dedicate proprio al mero guadagno su Clubhouse.
A differenza degli altri social network, perlopiù basati sull’advertising e il traffico di denaro generato, Clubhouse punta tutto sulla monetizzazione diretta ai creator. A specificare la scelta il co-fondatore Paul Davison, intervenuto nella nota sul blog ufficiale. Il funzionamento è molto semplice: i creator che vorranno aderire al programma potranno attivare il toggle sul proprio profilo, in modo che i follower possano decidere di inviare denaro. Una sorta di barattolo delle mance virtuale.
“Il 100% della donazione andrà al creator, mentre a chi invia denaro verrà addebitata una piccola commissione per l’elaborazione della carta, che andrà direttamente al partner di pagamento, Stripe“. Quanto si legge sul post del blog di Clubhouse non lascia spazio a dubbi: il social non guadagnerà nulla dalle donazioni.
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Ed è proprio il CEO di Stripe, Patrick Collison, ad aver commentato la scelta di Clubhouse, in un post apparso sul suo profilo Twitter. “È bello vedere una nuova piattaforma social concentrarsi prima di tutto sul reddito dei partecipanti, piuttosto che sulla monetizzazione o la pubblicità“.
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