Pass covid in arrivo: come funziona il certificato per spostarsi liberamente

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Il governo è al lavoro su un Pass covid, una sorta di passaporto che servirà per spostarsi liberamente a partire dal prossimo 26 aprile, da quando cioè verranno reintrodotte le zone gialle in Italia. Grazie al pass covid si potrà tornare a spostarsi fra regioni, cosa fino ad oggi vietata se non per esigenze ed emergenze, ed anche fra territori di colorazione diversa.

Pass covid in arrivo? (Foto LaSicilia.it)
Pass covid in arrivo? Come funziona (Foto LaSicilia.it)

Come riferisce il quotidiano Il Messaggero, si tratterrà di un documento che inizialmente dovrebbe essere in formato cartaceo e poi in digitale, che attesti che il cittadino si sia sottoposto alla doppia vaccinazione, quindi la prima dose e quella di richiamo, e che sia di conseguenza immune. Eventualmente, per chi ha avuto il covid, il documento accerterà la negativizzazione, ed infine, che abbia effettuato un tampone molecolare fra le 48 e le 72 ore precedenti. Al momento l’idea è stata già sottoposta al Cts, il Comitato Tecnico Scientifico, nella giornata di venerdì scorso, ed è stata vista di buon occhio, anche se vi sarebbero dei dubbi in merito alla praticabilità dello strumento cartaceo.

Pass covid, come funziona (Foto Focus.it)
Pass covid, come funziona: i dettagli (Foto Focus.it)

PASS COVID IN ARRIVO, COME FUNZIONA? TAMPONE, QR CODE E LASCIAPASSARE

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Secondo quanto riferisce il giornale romano dovrebbe funzionare in questo modo: chi fa un tampone, ovviamente in una struttura accreditata dal ministero della salute, riceverà un documento che attesi la sua negatività al covid, nonché un QR code valido per due/tre giorni. Il codice verrà poi scansionato da chi ad esempio dovrà controllare gli ingressi in un locale, in un albergo, in un cinema, e via discorrendo. Come detto sopra, però, restano molti dubbi in merito al cartaceo, che sarebbe facilmente falsificabile come già si è visto in Israele.

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Ecco perchè si sta pensando a digitalizzare il tutto, di modo che il meccanismo sia più “smart” e soprattutto, l’eventuale soggetto che commette una scorrettezza sia facilmente rintracciabile. Qui entra in gioco l’applicazione Immuni, che come vi abbiamo già spiegato recentemente potrebbe essere appunto “riabilitata” per il passaporto vaccinale. Un’altra alternativa è rappresentata dall’applicazione IO, molto utilizzata nell’ultimo anno per accedere ai vari bonus, come ad esempio il bonus vacanza, oppure, vi sarebbe l’idea di una terza app realizzata appositamente per il pass covid. Il governo starebbe lavorando a riguardo con Tim, Leonardo, Eni e Poste Italiane.

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