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Blue-Ray 4K: che flop! Gli utenti preferiscono Netflix

Blue-Ray 4K: che flop. Non decolla il formato video arrivato nel 2006 con PlayStation 3 e passato al 4K da qualche anno. 

Gli utenti preferiscono Netflix (fonte Pixabay)

Niente da fare, non decollano le vendite di Blue-Ray 4K nel mondo dell’intrattenimento casalingo. Nello specifico il formato 4K resta un lusso per pochi, nonostante il formato sia in leggera crescita. Lo strapotere del mercato è ancora detenuta dal formato DVD e dai classici Blue-Ray.

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Blue-Ray 4K: un flop dovuto a una serie di motivi

Gli utenti preferiscono Netflix (fonte Pixabay)

La ragione di questo “flop” sarebbe anzitutto la ancora bassa percentuale di connubi tra pannelli che supportano il 4K e i lettori o console in grado di leggere e riprodurre tale risoluzione. Ma ancora più incisiva sarebbe la presenza dei sempre più numerosi ed agguerriti servizi di streaming. Tra Netflix, Prime Video e l’ultimo arrivato Disney+, i consumer puntano sempre meno al fisico in favore di un abbonamento che, per pochi euro, mette a disposizione una libreria pressoché infinita.

Parlando di numeri ci viene incontro il GfK, che evidenzia come il 48,5% dei televisori venduti in Italia nel 2020 fosse in grado di supportare la risoluzione 4K. Meno della metà, 2,3 milioni. In crescita rispetto al 2019, ma troppo pochi per rappresentare la preferenza dei consumatori. Ma ancor più bassa è la percentuale di vendita di strumenti in grado di leggere Blue-Ray 4K, dunque pensati precisamente per quella funzione. Questo si è tramutato in una misera percentuale di Blue-Ray 4K venduti nel 2020 su Amazon: il 4,5% del totale di contenuti audiovisivi.

Resta comunque spinosa la questione dell’home video in Italia, in calo non solo nel campo dei Blue-Ray 4K, ma in generale. Nel 2019 il giro d’affari, secondo l’associazione di categoria Univideo, era di 154 milioni mentre nel 2015 era di 332 milioni. Numeri che diminuiscono vertiginosamente e che salgono nel digitale, dove nel 2019 ha raggiunto e superato quota 100 milioni di euro.

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Anche nel resto del mondo la situazione non è delle più rosee. Nel 2020 è stato registrato un giro d’affari di 3,5 miliardi di dollari negli Stati Uniti secondo la Motion Pictures Association of America, in decrescita del 12% rispetto al 2019. Nel 2016 i ricavi rappresentavano 8 miliardi di dollari nei soli Stati Uniti.

Fabio Alberti

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