Razzo cinese, la NASA non ci sta: “Irresponsabili”

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Razzo cinese, la NASA non ci sta e fa sentire la sua voce attraverso l’amministratore Bill Nelson. Serve maggiore sicurezza per ridurre al minimo i rischi, e la Cina non soddisfa gli standard.

Razzo cinese
Il Razzo cinese Lunga Marcia 5B

Una vicenda che, per fortuna, non ha prodotto alcun danno ma solo un grande spavento misto ad angoscia. Quella del razzo cinese, di rientro dall’orbita sulla Terra, è una situazione che ha fatto parlare il mondo e che, come era lecito aspettarsi, sta generando i primi strascichi. Al centro la responsabilità dell’agenzia spaziale cinese, rea di non aver calcolato il rischio legato al rientro del suo razzo Lunga Marcia 5B.

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L’amministratore della NASA: “Sicurezza di persone e proprietà deve essere la priorità”

Razzo cinese
Bill Nelson, amministratore NASA (@Twitter)

A parlarne l’amministratore della NASA Bill Nelson, il quale ha voluto commentare la vicenda che si è per fortuna risolta senza conseguenze. Dopo una lunga serie di calcoli, ipotesi e paure, i detriti del razzo sono finiti nell’Oceano Indiano, nelle vicinanze delle Maldive. Ma secondo l’amministratore della NASA, sostituto dell’uscente Steve Jurczyk, la vicenda deve rappresentare un punto di svolta nelle responsabilità della Cina.

La priorità per le nazioni che viaggiano nello spazio deve essere ridurre al minimo i rischi per le persone e le proprietà sulla Terra per quanto concerne il rientro di oggetti dallo spazio“. A scriverlo l’amministratore Bill Nelson, in una nota ufficiale della NASA. “È evidente che la Cina non riesca a soddisfare gli standard di responsabilità per quanto riguarda i suoi detriti spaziali. In questi casi è fondamentale agire in modo responsabile e trasparente, per garantire sicurezza, stabilità, protezione e sostenibilità a lungo termine per tali attività“.

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Una soluzione potrebbe essere anzitutto produrre razzi riutilizzabili, come quanto avvenuto con SpaceX. Purtroppo prima di vedere l’utilizzo di razzi “non usa e getta” dovremo attendere ancora qualche tempo, probabilmente anni, per far sì che la produzione sostituisca definitivamente le modalità attuali. Nel mentre la Cina è chiamata a risolvere i problemi di sicurezza.

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