Telegram nuovo rifugio dei cybercriminali: così è una valida alternativa al Dark Web

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Un’indagine condotta dai ricercatori sulla sicurezza informatica su Telegram ha rivelato che i dati privati di milioni di persone vengono condivisi apertamente nei gruppi e nei canali dell’applicazione con migliaia di membri.

Telegram (Adobe Stock)
Telegram (Adobe Stock)

La ricerca del provider VPN vpnMentor consolida ulteriormente la posizione di Telegram come rifugio sicuro per i criminali informatici. Il report sostiene che i criminali informatici stanno utilizzando la popolare piattaforma di messaggistica istantanea e broadcasting basato su cloud, fondata da Pavel Durov e con sede a Dubai, per condividere e discutere enormi fughe di dati che espongono milioni di persone a livelli senza precedenti di frodi online, hacking e attacchi.

Telegram, un fiorente mercato illegale: vaccini, dati software, c’è di tutto

App Telegram (Adobe Stock)
App Telegram (Adobe Stock)

Recentemente un’altra indagine di NortonLifeLock ha scovato prove di un fiorente mercato illegale su Telegram in cui utenti senza scrupoli vendono di tutto, dai vaccini Covid-19 alle informazioni personali, al software piratato e agli ID falsi. I ricercatori di vpnMentor hanno dettagliato le loro scoperte in un rapporto in cui esaminano la crescente tendenza dei criminali informatici a condividere dati trapelati su Telegram.

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Il loro team si è unito a diversi gruppi e canali Telegram incentrati sulla criminalità informatica per sperimentare da soli gli scambi illeciti tra cattivi attori. A sorpresa hanno scoperto degli hacker che pubblicano apertamente “dump” (praticamente un backup del database) di dati sui canali, alcuni con oltre 10.000 membri. Ancora più preoccupante, gli utenti senza scrupoli non evitano nemmeno le discussioni su come sfruttare i dump di dati in varie imprese criminali.

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Situazione molto pericolosa, dunque, specchio delle sempre più ricorrenti minacce presenti sulle piattaforme di messaggistica istantanea. Nel particolare vpnMentor sostiene che mentre tradizionalmente questi dump di dati sarebbero stati scambiati sul dark web, Telegram offre diversi vantaggi, inclusa la sua attenzione alla protezione della privacy dei suoi membri.

Telegram, secondo le ultime indagini, offrirebbe una barriera di accesso inferiore rispetto al dark web ed è immune agli attacchi Distributed Denial of Service (DDoS) e ai web takedown che minacciano le operazioni dei cybercriminali sul web normale.

Già a inizio aprile le indagini della Procura della Repubblica di Milano ha portato alla chiusura di due canali Telegram ai quali erano iscritti oltre 400 utenti, evidentemente interessati a percorrere strade alternative e illegali per procurarsi una dose di vaccino. In quella particolare situazione, la Guardia di Finanza rivelò interessanti retroscena dell’Operazione Vax Free, che permise di comprendere in pieno come è strutturato questo particolare traffico illecito, prevalentemente su Telegram.

Insomma, questo sarebbe lo scenario prospettato dagli ultimi report: Telegram appare una valida alternativa al Dark Web. L’app di messaggistica crittografata sembra attrarre sempre più i cybercriminali. Che discutono e distribuiscono fughe di dati (tipiche attività da dark web), si scambiano informazioni sui dump di dati e sulle tecniche di sfruttamento sia nei canali pubblici che in gruppi di hacking dedicati, usano l’app per comunicare con le vittime dell’estorsione di dati e persino sfruttando i bot di Telegram per automatizzare le loro operazioni. Di tutto e di più.

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