Streaming illegale, il triste primato dell’Italia in Europa

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Italiani: un popolo di poeti, di artisti, di eroi, di santi, di pensatori, di scienziati, di navigatori, di trasmigratori. Alla celebre frase, tratta da un discorso che tenne Mussolini il 2 ottobre 1935 in opposizione alle Nazioni Unite, che avevano condannato l’Italia per l’aggressione all’Abissinia, riportata sul Palazzo della Civiltà, a Roma, bisognerebbe aggiungere manigoldi, primi in Europa nello streaming illegale di film.

Streaming illegali, Italia davanti a tutti
Streaming illegali, Italia davanti a tutti (Adobe Stock)

E’ questo il triste primato evidenziato da un recente report dell’EUIPO, l’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale incaricato di gestire i marchi dell’Unione europea e i disegni e modelli comunitari registrati, contraffazione e pirateria dilagano in Europa.

Streaming illegale dilagante: il 58% dell’intera Europa, è made in Italy

Streaming, i numeri illegali dell'Italia (Adobe Stock)
Streaming, i numeri illegali dell’Italia (Adobe Stock)

Vuoi per l’abuso delle piattaforme e dei tanti abbonamenti che bisogna sottoscrivere per vedere, per esempio, le partite di calcio (a detta di chi vive nell’illegalità), vuoi perché in Italia come dice il proverbio, fatta la legge, trovato l’inganno, il fenomeno dello streaming illegale è ormai dilagante, addirittura fuori controllo, stando almeno ai tristi dati dell’EUIPO.

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Il business dei contenuti illegali sul web vale addirittura quasi 1 miliardo di euro. Ebbene il 58% della quota di mercato nell’Unione Europea, appartiene all’Italia, con una quota sul volume totale del 12,8% di ingressi.

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“E’ il principale fenomeno in crescita per attività di sfruttamento illecito di contenuti audiovisivi” sottolinea Federico Bagnoli Rossi, segretario generale della Federazione per la tutela dei contenuti audiovisivi e multimediali (Fapav). “Dietro le Iptv illegali si nascondono organizzazioni ramificate con mentalità criminale. Pirati che fanno molto male all’industria dell’audiovisivo in un momento in cui sono alti gli investimenti per diritti tv e per garantire una tecnologia in grado portare i contenuti su più device”.

Secondo i risultati dello studio realizzato dall’Ufficio UE per la proprietà intellettuale, un europeo su dieci, in media, ha dichiarato di aver acquistato merce contraffatta. Il 6% degli italiani afferma di essere stato indotto con l’inganno ad acquistare prodotti contraffatti, mantenendo in tal senso i dati sotto la media dell’UE.

“Per piratare una pay tv è sufficiente collegare un decoder a un datacenter anziché a un tradizionale televisore e catturare il segnale; da lì le immagini possono essere rimandate online e consegnate ai propri abbonati”. Così Paolo Cremonesi, docente del Politecnico di Milano che insegna Digital and Internet Television nell’ateneo di piazza Leonardo da Vinci, sullo streaming illegale.

Per Cremonesi “è l’aspetto normativo che deve permettere di bloccare questi pirati dei diritti tv”. E l’Italia su questo, nota Bagnoli Rossi della Fapav, “è all’avanguardia: siamo tra i più bravi a livello europeo per abilità delle forze dell’ordine e giurisprudenza”, con i tribunali che possono multare fino a mille euro anche i semplici clienti.

Per lo streaming illegale gli italiani si iscrivono ad alcune IPTV. “Gli abbonati italiani – si legge sul report dell’EUIPO – ammontano a 661.924 mila”. Con costi irrisori, 3,75 euro mensili per utente e 44,98 euro annui. Tra i titoli maggiormente scaricati illegalmente in Italia, i film più gettonati sono stati Thor, Justice League e Blade Runner 2049. Le serie tv Mr. Robot, The Walking Dead e Vikings. Italiani: un popolo di poeti, di artisti, di eroi, di santi, di pensatori, di scienziati, di navigatori, di trasmigratori. Manigoldi e traffichini!

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