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Audacity che musica: manda i nostri dati a terzi come fosse uno spyware

Scatta l’allarme Audacity: il software audio sfrutta tutti i dati che vengono inseriti dagli utenti inviandoli a terze parti, come fosse uno spyware.

Attenzione, Audacity ci spia e utilizza i nostri dati (Audacity)

Forse non è conosciuto nel mainstream del web, ma questo software è utilizzato da milioni di utenti in tutto il mondo. Si tratta di un programma per l’editing audio nato come prodotto open source e quindi inizialmente libero da vincoli.

Purtroppo Audacity è stato poi acquistato da Muse Group, giusto due mesi fa e la situazione si è totalmente ribaltata. Da software a disposizione di tutti è diventato un perfido strumento di raccolta dati. La Muse Group, per intenderci, è la stessa che possiede Ultimate Guitar, un portale utilizzato appunto per gli accordi delle chitarre, e MuseScore, altro ex open source.

Il problema nasce proprio da una questione delicata, quella della raccolta dati, il vero Nodo Gordiano del web, che qualcuno vorrebbe recidere per poter poi agire senza vincoli. La privacy è una questione accesa nei dibattiti e scoprire che un programma ampiamente utilizzato è stato trasformato in in veicolo di informazioni sensibili non fa certo piacere.

Allarme rosso per Audacity, molti consigliano la disinstallazione

Attenzione, Audacity ci spia e utilizza i nostri dati (Audacity)

Il campanello d’allarme è suonato a diversi utenti che si sono accorti di come sia cambiata la policy privacy del programma, un aspetto quasi sempre tralasciato da chi installa i software sul proprio Pc. Audacity ora raccoglie quasi tutti i dati presenti nei device, affermando che può consegnarli alle diverse autorità statali, come Russia, Usa e zona europea.

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Ma non sono sono le autorità nazionali le entità che potrebbero attingere alla informazioni degli utilizzatori, visto che il documento menziona anche terze parti, chiaramente private. In questo caso si tratta di una vera e propria vendita, utile a fini commerciali, molto meno per quanto riguarda la salvaguardia dei nostri dati personali.

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La conferma di questa anomalia arriva poi da due informazioni gravi: la prima è che il tracciamento dell’IP degli utenti rimane per un giorno sui server di Audacity e il secondo che è presente il divieto – blando – di utilizzo agli under 13, aspetto vietato dalla licenza GPL di questo software. Il consiglio, valido per qualsiasi programma utilizziate su tutti vostri device, è di leggere sempre con attenzione cosa accettate di lasciare dei vostri dati e valutare se ne vale sempre la pena.

 

Libero Ramati

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