Dormire poco fa diventare cybermaleducati: perché diventiamo scortesi sul web

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Uno studio ha trovato la spiegazione sul perché diventiamo cybermaleducati ogni volta che dormiamo poco durante la notte.

Cybermaleducazione
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Scontrosi, rabbiosi e astiosi senza un motivo reale. Tutto questo non accade nella nostra vita reale, ma scateniamo i nostri istinti peggiori principalmente nel mondo digitale. In effetti è come se cancellassimo le abitudini sociali e il non avere di fronte, fisicamente, il nostro interlocutore, fa si che tante persone si possano permettere l’utilizzo di parole “poco cortesi”.

Questo accade sempre di più negli ultimi anni: tra social, messaggi ed email ci troviamo spesso di fronte ad un vero assalto fatto di scortesia, spesso incomprensibile. Bene, una ricerca condotta dalla West Texas A&M University, successivamente pubblicata sulla rivista Sleep Health, ha rilevato che dormire poco ci fa diventare cybermaleducati.

La qualità del nostro sonno notturno inficia sulla nostra capacità di contenere le emozioni, quelle più cattive però. Così si diventa scortesi e maleducati sul web, soprattutto scrivendo testi di cui poi ci potremmo pentire.

Cybermaleducati: lo diventiamo la mattina presto

Cybermaleducazione
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Dormire poco ci va diventare “cattivi”: usiamo parole davvero pesanti e lo facciamo nella prima parte della mattina, quando risentiamo ancora delle poche ore di riposo, nonostante i caffè presi per riattivarci.

In questo caso bisogna fare particolare attenzione a quello che scriviamo nelle e-mail a colleghi o superiori e ai messaggi scritti sulle piattaforme Whatsapp o Telegram. Lo studio ha coinvolto 131 adulti lavoratori a tempo pieno che hanno dovuto completare un sondaggio per due volte al giorno per due settimane, misurando la durata del sonno, stanchezza e inciviltà digitale.

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Ogni giorno sono così stati inviati questionari alle 7 del mattino, con domande sul sonno della notte precedente, ed uno successivo alle 16 per indicare l’eventuale stanchezza e irritabilità, con le relative e-mail o messaggi maleducati o scortesi. Alla fine della ricerca sono state completate 945 indagini mattutine e 843 pomeridiane.

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Tra le indicazioni di “cybermaleducazione” sono stati considerate, ad esempio, l’ignorare una richiesta di programmazione o incontro, commenti umilianti e sprezzanti, sempre utilizzando la posta elettronica. La conferma arriva dai risultati: una notte di sonno più breve o di cattiva qualità mettte in maggiore difficoltà le persone, che non riescono ad auto-regolamentarsi. Questo ovviamente provoca una maggiore inciviltà sul lavoro.

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