Microsoft taglia fuori Apple: niente virtualizzazione di Windows11 sulle macchine con processori M1

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Si inasprisce il muro contro muro tra Cueprtino e Redmond, che ora definisce Windows 11 sui nuovi Mac come uno “scenario non supportato”.

SoC M1 (Adobe Stock)
SoC M1 di Apple non potranno più “ospitare” Windows (Adobe Stock)

Continua la battaglia a distanza fra Windows e Apple, due universi paralleli che dominano il mondo dell’information tecnology senza incontrarsi mai. O quasi: perché l’enorme diffusione dei PC spinge comunque gli utenti Mac ad avere una versione di Windows a portata di mano. A quanto pare, tutto ciò sta per diventare un’impresa se non impossibile, per lo meno molto ardua.

Le macchine Apple non avranno infatti più accesso al supporto ufficiale di Windows 11 con l’avvento dei processori proprietari M1. Questo vale sia in caso di installazione del sistema operativo di Microsoft tramite software di virtualizzazione, che di installazione diretta tramite Boot Camp, come invece avveniva sui Mac che giravano su CPU Intel. È ancora lecito provare a montare Windows, ovviamente, ma la casa madre non offrirebbe alcun supporto.

Windows taglia i ponti con Apple: niente supporto nativo né virtuale

Windows 11 (Adobe Stock)
Windows 11 (Adobe Stock)

Un portavoce di Redmond ha fatto sapere a The Register che vedere Windows 11 su Mac “non è uno scenario supportato”. Una cattiva notizia per gli utenti Apple, che avranno dunque bisogno di hardware di altri brand se vorranno equipaggiarsi anche di Windows 11, la cui release è prevista per il prossimo 5 ottobre. Il processore sviluppato a Cupertino non prevede la funzionalità Boot Camp, che invece abilitava l’installazione diretta su macchine con SoC di Intel.

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Poiché il processore M1 di Apple è un SoC Arm personalizzato, non prevede la funzionalità Boot Camp, che in passato permetteva l’installazione di Windows direttamente sull’hardware potenziato da processori Intel. In realtà, il sistema operativo di Microsoft è stato ultimamente installato in via virtuale, sia senza emulazione che tramite il software di virtualizzazione Parallels, su macchine Apple che montavano l’‌‌M1‌‌. Una soluzione di compromesso, che però aveva fatto sperare i fan della mela morsicata.

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Quest’ultima uscita sembra invece chiudere la porta a qualsiasi possibilità di un supporto ufficiale alle architetture ARM Windows sia nel caso di installazione diretta che di installazione virtuale. È infatti sempre The Register a riportare il caso di una versione virtuale Windows 11 in esecuzione su un Mac ‌M1‌ grazie a Parallels Desktop 17, che la scorsa settimana ha iniziato a generare un errore di compatibilità hardware su una build insider. Nel frattempo, Parallels ha rilasciato la versione 17.0.1 del software, risolvendo il problema. Almeno per il momento.

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