Amazon: ex dipendente dichiara “Spiamo gli acquisti dei VIP”. E’ bufera

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Scoppia una nuova bufera nei confronti di Amazon dopo che un dipendente dell’azienda fondata anni fa da Jeff Bezos, ha svelato di spiare gli acquisti di alcuni clienti, ed in particolare dei personaggi famosi, i cosiddetti VIP, acronimo di Very Important Person.

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Amazon Photo by Unsplash

La scoperta è stata portata alla luce da parte di Wired e Reveal, che hanno eseguito un’inchiesta giornalista che ha appunto reso pubblico quale sia l’hobby preferito dai dipendenti del sito di e-commerce più famoso di tutti i tempi, appunto, spiare e spettegolare sulle compere dei propri beniamini.

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BUFERA SU AMAZON: “SPIANO GLI ACQUISTI DEI VIP”. ECCO COSA E’ SUCCESSO

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A svelarlo sarebbero stati in particolare alcuni ex dipendenti del colosso del commercio elettronico, e stando a quanto dichiarato da un ex rappresentante di Amazon, questi avrebbe visto alcuni suoi colleghi sfruttare una falla del sistema interno dell’azienda, di modo appunto da scoprire quali fossero gli acquisti portati a termine da alcuni vip, fra cui alcuni attori dei film della Marvel, ma anche il rapper americano Kanye West, ex marito di Kim Kardashian. «Mi è capitato di beccare alcuni colleghi spiare e commentare gli acquisti di Kanye West – ha spiegato l’ex dipendente di Amazon – si parlava anche di un’altra celebrity che aveva acquistato alcuni vibratori». Ma come mai esiste questa falla nel sistema? Gli acquisti fatti sul sito non sono effettuati ovviamente in forma anonima, perchè devono essere spediti, e di conseguenza ai dipendenti basta un solo click per scoprire a chi sono destinati. E’ tutto alla luce del sole e reso possibile dal sistema, ed è per questo che alcuni membri dello staff hanno spiegato che non è stata violata la privacy dei personaggi famosi, ma anche di fidanzati degli stessi dipendenti, o anche ex, quindi amici e parenti, anche se la politica interna di Amazon lo vieti esplicitamente.

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«Voglio essere chiaro: lo fanno tutti. Assolutamente tutti», ha spiegato un ex manager addetto al servizio clienti, ma in seguito è giunta una nota ufficiale di Amazon che ha smentito qualsiasi intrusione non permessa: «Non ci sono prove che suggeriscano che i dati siano mai stati esposti al di fuori del sistema interno in alcun modo. Dopo 25 anni di attività, Amazon ha un’eccezionale esperienza nella protezione dei dati dei clienti. Infatti, ha investito miliardi di dollari per costruire sistemi e processi per mantenere i dati al sicuro. Abbiamo standard incessantemente elevati per la sicurezza e la privacy. Valutiamo e implementiamo continuamente nuove misure quando vediamo l’opportunità di rafforzare ulteriormente le nostre protezioni. Le affermazioni fatte si basano su avvenimenti obsoleti e fuori contesto. Non hanno assolutamente nulla a che fare con la situazione attuale».

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