Fare mining in centrali idroelettriche: l’idea di un uomo bloccato dal lockdown per salvare l’impianto

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Il lockdown per la pandemia da Coronavirus ha cambiato non solo le nostre vite, ma anche l’ambito lavorativo di molte aziende, costrette gioco forza a reinventarsi, a causa del maledetto Covid. Così, un impianto idroelettrico si è mutato in un miniera per criptovalute.

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Mining in una centrale elettrica, ecco la trovata insolita – Adobe Stock

Un piccolo fiume in mezzo a piantagioni di caffè, campi di canna da zucchero e una foresta fornisce energia a una centrale idroelettrica in Costa Rica che alimenta centinaia di computer collegati alla criptovaluta attività mineraria.

Più di 650 macchine di 150 clienti operano senza sosta da otto container alimentati dall’impianto vicino al fiume Poas, a 35 chilometri (22 miglia) da San Jose, la capitale di un paese che genera quasi tutta la sua energia da fonti verdi, rivela la Reuters.

Dallo scetticismo al senso per gli affari… di famiglia

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Mining – Adobe Stock

L’impianto è stato costretto a reinventarsi dopo 30 anni perché il governo ha smesso di acquistare elettricità durante la pandemia a causa della fornitura di energia in eccesso nel paese centroamericano, dove lo stato ha il monopolio della distribuzione di energia.

Abbiamo dovuto sospendere l’attività per nove mesi ed esattamente un anno fa ho sentito parlare di Bitcoin, blockchain e digital mining“. Eduardo Kooper rivela alla Reuters la sua lungimirante idea per salvare l’impianto idroelettrico, in tempo di lockdown da Coronavirus.

All’inizio ero molto scettico – spiega il presidente dell’azienda di famiglia proprietaria del Data Center CR di una fattoria di 60 ettari e dello stabilimento, sempre alla Reuters – ma abbiamo visto che questo business consuma molta energia e abbiamo un surplus”.

La compagnia idroelettrica, rimarca la Reuters, con i suoi tre impianti del valore di 13,5 milioni di dollari e una capacità di tre Megawatt, ha investito 500.000 dollari per avventurarsi nell’hosting di computer di mining digitale. Kooper sottolinea che i minatori internazionali di criptovaluta sono alla ricerca di energia pulita ed economica e una connessione Internet stabile, di cui il Costa Rica ha abbondanza. Ma qui sorge un problema.

Il paese centroamericano, però, non ha una regolamentazione specifica per le criptovalute, non è come il “cugino” di El Salvador, diventato il primo paese al mondo ad adottare Bitcoin come moneta a corso legale, addirittura da settembre 2021. La banca centrale del Costa Rica ha affermato che stava fornendo spazio all’innovazione tecnologica per consentire a un’industria Fintech di prendere forma e monitorava costantemente gli sviluppi.

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Finora tutti i clienti di Data Center CR sono locali, come Mauricio Rodriguez, un ingegnere della sicurezza informatica di 31 anni che è entrato nel mining digitale per guadagnare soldi extra da casa nel 2021 con apparecchiature del valore di settemila dollari.

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Installarlo in questo posto è molto più redditizio che a casa“. Parola di Eduardo Kooper, un presidente dell’azienda di famiglia, che ha sfruttato il lockdown per cogliere un’opportunità. Carpe diem.

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