Mezzo milione di Italiani nei guai; pesanti sanzioni in arrivo per pirateria ai danni di Netflix, Sky e DAZN

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Nuova operazione della Guardia di Finanza per smantellare il sistema della pirateria audiovisiva dei contenuti di Sky, Dazn e Netflix. A fornire il servizio illegale era una IPTV, che per pochi euro permetteva di visionare i contenuti delle note pay TV.

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Gli utenti che usufruivano di Netflix, Sky e Dazn tramite sistemi illegali sono 500.000 – ComputerMagazine.it

Visionare i contenuti delle principali pay TV a prezzi irrisori; questo era il mercato di una IPTV denominata Cybergroup che permetteva, col suo servizio illegale, di usufruire dell’intrattenimento audiovisivo dei più grandi marchi per pochissimi euro; prezzi di almeno tre volte inferiori a quelli reali.

Il gruppo infatti permetteva di avere accesso ai contenuti di Sky, Netflix e Dazn per appena 10 euro, quando la somma degli abbonamenti più economici delle tre società, messi insieme, arrivano almeno a 30 euro; il tutto aggirando i sistemi ufficiali ed utilizzando modalità alternative.

Nello specifico, il metodo utilizzato era quello delle IPTV (Internet Protocol Television): questo permette di trasmettere contenuti tramite internet con un meccanismo che rende possibile un’alta qualità di servizio, a differenza del sistema delle Web TV che invece privilegia la velocità della trasmissione.

L’area di azione del gruppo, di stanza a Napoli, era in Campania, Calabria, Toscana ed Emilia Romagna. Gli utenti che utilizzavano il servizio illegale erano moltissimi, con una cifra che si attesta intorno al mezzo milione. Il sistema pirata è stato ora neutralizzato dall’operazione della Gdf.

La stretta della Gdf per arginare la pirateria audiovisiva

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La pirateria audiovisiva è molto attiva nel settore delle pay TV – ComputerMagazine.it

La pirateria dei contenuti audiovisivi è un fenomeno diffuso; il passaggio ai sistemi di streaming non ha impedito che le operazioni di natura illecita aggiornassero le proprie modalità di azione. Il mondo delle Pay TV è sempre stato bersaglio privilegiato della pirateria e della contraffazione.

Il fenomeno del “pezzotto” (ovvero il decoder illecito, programmato per ricevere la trasmissione delle IPTV) è al centro delle preoccupazioni delle società di contenuti on demand: rappresenta una perdita molto consistente dei ricavi, che vengono dirottati verso un mercato illecito.

L’operazione della Guardia di Finanza è stata nominata “The Net” ed ha colpito duramente il sistema della contraffazione degli abbonamenti; lo scorso dicembre aveva avuto luogo un’operazione analoga, denominata IPTV Special, che aveva colpito un sistema simile, che comprendeva 65.000 utenti e 49 rivenditori.

L’operazione aveva portato alla scoperta del giro criminale ed alle sanzioni: i rivenditori infatti sono stati colpiti da multe da 10.000 euro. Ma le sanzioni pecuniarie non hanno scoraggiato il fenomeno, che continua ad esistere, anche se sempre più duramente colpito dalla Forze dell’Ordine.

In un comunicato, infatti, Sky ha espresso il suo sostegno all’operato della GdF, riconoscendone l’efficacia; nello stesso comunicato ha evidenziato il fatto che l’uso di sistemi-pirata comporta una penalizzazione delle industrie creative, finanzia la criminalità organizzata e rappresenta un rischio per gli utenti finali.

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