Pezzotto e IPTV, ecco cosa rischiano gli abbonati: dalla multa al carcere

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Che cosa rischia chi utilizza il Pezzotto? Si va da una pena pecuniaria fino al carcere, di conseguenza, come in ogni situazione, sempre meglio rispettare la legge per evitare rischi inutili. Ma facciamo un passo indietro, cominciando dal dire che cosa è il Pezzotto.

Pezzotto, multe e galera (Foto Dday.it)
Pezzotto, multe e galera: i dettagli (Foto Dday.it)

Si tratta di una sorta di “decoder” che permette di ricevere i segnali di tutte le emittenti in streaming e satellitari, leggasi Sky, ma anche Netflix, Dazn, Amazon Prime, Disney+ e via discorrendo, ovviamente in maniera illegale. Si paga un abbonamento (decisamente più basso rispetto a quanto si spenderebbe per tutti i servizi di cui sopra), e si riceve il segnale, vedendo liberamente tutti i contenuti a pagamento. Ovviamente, essendo la persona che acquista il pezzotto in mala fede, finisce essa stessa nel mirino della giustizia così come i gestori. La legge, infatti, stabilisce che commette il reato sia chi invia il segnale, ma anche chi anche lo acquista. Si prefigura infatti il classico reato di violazione del diritto d’autore, e la normativa in questione stabilisce delle pene pecuniarie e la galera. Per quanto riguarda la sanzione, si rischia un minimo di 2.582 euro fino ad un massimo di ben dieci volte, leggasi 25.822. Per i casi più gravi si può anche finire dietro le sbarre con un minimo di sei mesi fino ad un massimo di tre anni.

Pezzotto, cosa si rischia? (Foto Corriere.it)
Pezzotto, cosa si rischia? Ecco spiegato (Foto Corriere.it)

PEZZOTTO E IPTV, COSA RISCHIA SE CI SI ABBONA: CLIENTI RINTRACCIATI TRAMITE IP

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Vedendo queste condanne è quindi facilmente intuibile come sia meglio sottoscrivere abbonamenti legali piuttosto che risparmiare per poi andare a pagare una multa salatissima se non addirittura finire in galera, con l’aggiunta di macchiarsi la fedina penale con tutto ciò che ne consegue. Stando a quanto stabilito poco tempo fa dalla Corte di Cassazione, coloro che usufruiscono dell’IPTV vanno incontro ad un reato penale e tra l’altro sono tutt’altro che “invisibili”. La guardia di finanza ha infatti spiegato che gli acquirenti possono essere rintracciati semplicemente attraverso l’indirizzo IP utilizzato per ricevere il segnale, di conseguenza nessuno deve sentirsi al sicuro nell’acquistare un pezzotto.

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Al momento non vi sono comunque notizie di condanne nei confronti dei clienti, ma le autorità, le televisioni e soprattutto la Lega Serie A, hanno invocato più volte il pugno duro non soltanto nei confronti dei gestori ma anche degli utilizzatori, consci del reato che stanno commettendo. Nonostante il monito continuano ad essere milioni coloro che sfruttano il segnale in maniera illecita, ed è notizia di pochi giorni fa l’Operazione Blackout della Polizia Postale che ha rintracciato ben 1.5 milioni di utenti a cui è stato poi oscurato il segnale.

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