Finanziamento record: stanziati 4 miliardi per il nuovo chip Made in Italy

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Che sia l’Italia a dare una bella sterzata alla crisi di chip che ha colpito il mondo intero, figlia della pandemia imperversante da due anni ormai. Il governo del Belpaese avrebbe ammiccato a Intel per portare avanti un piano molto ambizioso.

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Chip Made in Italy in arrivo – Adobe Stock

Un finanziamento record, quattro miliardi di euro da investire per il nuovo chip Made in Italy. Su queste basi il governo Draghi avrebbe intavolato una trattativa con il colosso californiano che produce dispositivi a semiconduttore, microprocessori, componenti di rete, chipset per motherboard (scheda madre), chip per schede video e molti altri circuiti integrati, ed è considerata una delle più importanti nel settore.

Secondo la Reuters il governo sta cercando di convincere la società americana a investire miliardi di euro in un sofisticato impianto di produzione di chip in Italia che utilizzerà tecnologie all’avanguardia per tessere interi chip. L’Italia, dal canto suo sarebbe pronta a fornire a Intel denaro pubblico e altre condizioni favorevoli, con il fine di sostenere una parte dell’investimento complessivo, che dovrebbe valere circa 8 miliardi di euro (9 miliardi di dollari per Intel) nella prossima decade.

Le difficoltà della trattative: il governo italiano va all-in

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Intel in prima linea per il chip tricolore – Adobe Stock

Intel chiaramente è la prima opzione per l’Italia, ma non l’unica, visto il volli fortissimamente volli trovare un partner importante per il piano governativo. Sempre secondo Reuters, l’Italia sarebbe anche in trattativa con STMicroelectronics (una società franco-italiana, MEMC Electronic Materials (controllata da Taiwan) e la israeliana Tower Semiconductor, anche se quest’ultima dovrebbe che dovrebbe essere acquisita da Intel, per rafforzare la produzione nazionale di chip.

Per ora quello italiano è un pensiero stupendo. La trattiva con Intel è molto complessa: l’azienda di Santa Clara non cede di un millimetro e pone condizioni molto dure da soddisfare. Draghi conta anche su nuove regole di finanziamento per strutture innovative per semiconduttori, svelate il mese scorso dalla Commissione Europea ai sensi del cosiddetto Chips Act, proprio per fugare i dubbi di Intel.

Oltre ai 30 miliardi di euro di investimenti pubblici precedentemente pianificati da NextGenerationEU, Horizon Europe e bilanci nazionali, Bruxelles ha messo a disposizione 15 miliardi di euro di investimenti pubblici e privati in più entro il 2030.

Intel ha le parvenze di una gallina dalle uova d’oro. Lo scorso settembre ha annunciato l’intenzione di investire fino a 95 miliardi di dollari, in Europa nei prossimi dieci anni.

Secondo il decreto invece, da parte sua, l’Italia è pronta ad arrivare a 150 milioni di euro nel 2022 e 500 milioni di euro ogni anno dal 2023 al 2030, nell’ambito di un pacchetto da 8 miliardi di euro per rilanciare l’economia e ridurre l’aumento dei costi energetici. Ma serve la fumata bianca con Intel.

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