L’Europa contro Facebook e Google: aperta indagine su sospetto accordo segreto per la pubblicità

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L’Europa crede che sia Facebook Che Google abbiano instaurato un patto tanto sospetto quanto illegale da portare a termine. Infatti, le pubblicità pare che non siano a norma visto e considerato che possano essere dannose per molte persone ed aziende. Ma di che problema stiamo parlando con esattezza?

L'Europa contro Facebook e Google: aperta indagine su sospetto accordo segreto per la pubblicità
Google e Facebook sono sempre sotto controllo da parte delle autorità e dei governi, i quali monitorano i loro movimenti – Computermagazine.it

Google e Facebook sono sempre nell’occhio del ciclone, e questo, oramai, lo sappiamo molto bene. Il più delle volte crediamo che la colpa sia di tutte le leggi imposte, ma pare che ciò per cui le nazioni si lamentino sia commisurato a dei fatti concreti. Non a caso ad intervenire sulla questione è ancora l’Europa, la quale sostiene che ci possano essere dei problemi non indifferenti.

L’AntiTrust UE, a tal proposito, ha voluto aprire una indagine formale per valutare se l’accordo segreto tra Google e Meta, rivolto ai servizi di pubblicità display online, possa violare o meno le regole di concorrenza europea. Questo serve a garantire che sia gli editori che gli inserzionisti non riscontrano dei danni dalle loro azioni; cosa dicono in merito?

La risposta di Google

L'Europa contro Facebook e Google: aperta indagine su sospetto accordo segreto per la pubblicità
Meta, ultimamente, si è trovata costretta a pagare sia una multa salata per le sanzioni europee che ha rilasciare alcune normative sulla privacy per WhatsApp – Computermagazine.it

Secondo Google, però, le accuse della Gran Bretagna nei suoi confronti sono totalmente false. Infatti riferisce che sia un accordo pubblico e non segreto, di conseguenza non può affermare una cosa che non esiste. Tuttavia, l’Antitrust sembra che abbia delle buone ragioni per continuare ad avere sospetti.

Le due aziende sono finite sotto il mirino delle autorità già quattro anni fa con il nome in codice “Jedi Blue“, ossia una operazione volta a far partecipare Meta al programma Open Bidding di Google. E dal momento che non si sspeva molto al riguardo, adesso verrà svolta una indagine per determinare la veridicità dei fatti.

Ma come abbiamo detto prima non sono per niente d’accordo i soci di Google, i quali sostengono ancora una volta che non c’è alcun pericolo e che non abbiano modo di accusarli di qualcosa che non esiste. L’apertura delle investigazioni, dunque, non dovrebbe nemmeno esserci secondo loro.

Inoltre, un portavoce della compagnia di Mountain View, riferisce al riguardo che: “Si tratta di un accordo documentato pubblicamente e a favore della competizione, che consente a Facebook Audience Network (Fan) di partecipare al nostro programma Open Bidding, insieme a decine di altre società“, ed indica anche che lo scopo sia quello di “aumentare la domanda di spazi pubblicitari degli editori, così da aiutare gli editori ad aumentare i ricavi“.

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