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Scienze

NASA, c’è anidride carbonica congelata durante l’inverno marziano, a cosa si deve il fenomeno?

Sono arrivate delle nuove informazioni interessanti direttamente da Marte, l’attuale pianeta che sembra sia quello più studiato in assoluto dagli scienziati. Ciò che hanno scoperto crediamo che abbia davvero dell’incredibile; di che stiamo parlando esattamente, e come mai è così importante?

Questi studi sono fondamentali per comprendere al meglio tali fenomeni – Computermagazine.jt

Il Mars Reconnaisance Orbiter della NASA è una sonda dell’agenzia americana lanciata nel 2005 con l’obiettivo di analizzare l’atmosfera marziana e di osservare il pianeta dall’alto, probabilmente anche per cercare un possibile futuro luogo di atterraggio. In origine avrebbe dovuto durare in orbita non più di un paio di anni, ma grazie alle sue capacità l’agenzia spaziale ha avuto modo di continuare ad utilizzarla senza alcun problema.

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Quello che rende speciale il dispositivo, però, è il fatto che la MRO abbia un telescopio molto potente con se, ossia l’High Resolution Imaging Science Experiment, acronimo di HiRISE, che scatta immagini stereoscopiche di Marte con una precisione topografica di 0,25 metri. È grazie a questi strumenti all’avanguardia che possiamo studiare l’immagine della superficie ghiacciata di Marte, in particolar modo un cratere nella parte meridionale del pianeta.

L’origine di questa creazione di ghiaccio

Marte ha presentato ancora una volta una situazione ambigua – Computermagazine.it

Ciò che hanno scoperto con le nuove foto è importante: è stata trovata dell’anidride carbonica congelata. Pare che sia accaduto poiché gli inverni sul pianeta rosso possono essere molto freddi, non a caso le temperature vicino ai poli scendono fino a –125 gradi Celsius. Per questa ragione, sulla superficie di alcune aree di Marte si può formare uno strato di ghiaccio secco, che non è altro che brina di anidride carbonica.

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Durante i quattro mesi di inverno il gelo è in grado di diffondersi dai poli fino alle medie latitudini del pianeta, a circa 50 gradi, dove inizia a sciogliersi sotto i caldi raggi del Sole praticamente. Tuttavia, sembra che le sonde di ultima generazione abbiano pure individuato delle piccole chiazze di brina sui pendii più vicini all’equatore, rivolti verso il polo. Queste zone manifestano delle temperature più fredde perché ricevono meno luce solare, e ciò significa che porta la brina di anidride carbonica a non sciogliersi. Così facendo rimane congelata per molto tempo, proprio come è possibile vedere dalle foto pubblicate online.

Sebastiano Spinelli

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